Incidente sul viadotto dell’Indiano a Firenze: pedone investito e ucciso da una moto, traffico in tilt

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alba, quella particolare ora in cui la notte cede il passo ai primi bagliori del giorno, ha fatto da cornice a una tragedia consumatasi sul viadotto dell’Indiano, arteria cruciale che a Firenze collega due dei suoi quartieri più popolosi. Era da poco passata la mezzanotte e trenta – le 4.30 per l’esattezza – quando, all’altezza dell’autovelox nella carreggiata in direzione dell’aeroporto di Peretola, un uomo che procedeva a piedi è stato travolto da un motoveicolo.

L’impatto, data la violenza dello schianto su una strada dove i mezzi sfrecciano a velocità sostenuta, non ha lasciato scampo al pedone, morto sul colpo prima ancora che i soccorsi, pure tempestivamente allertati, potessero fare qualcosa. Il conducente della moto, un cinquantaduenne rimasto anch’egli gravemente ferito nel sinistro, è stato invece trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale, dove i sanitari lo hanno preso in carico.

Le prime e frammentarie ricostruzioni fornite dalla polizia municipale, che ha immediatamente avviato i rilievi tecnici, confermano la dinamica dell’investimento, ma gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire ogni singolo dettaglio di quella che si prospetta come una mattinata tragica per la viabilità cittadina.

L’effetto domino sulla viabilità e gli altri sinistri

Se la perdita di una vita umana rappresenta naturalmente l’aspetto più drammatico della vicenda, le conseguenze sul piano della circolazione si sono rivelate altrettanto devastanti per i pendolari e gli automobilisti. Il viadotto dell’Indiano, infatti, è stato chiuso al traffico in direzione Peretola sin dalle prime ore del mattino per permettere ai soccorritori di operare in sicurezza e agli agenti della municipale di effettuare i necessari rilievi, una chiusura che si è protratta fino alle 9.20 circa.

La riapertura, avvenuta solo a tarda mattinata, ha tuttavia segnato solo l’inizio di una giornata difficile, poiché a questo incidente mortale se ne sono aggiunti altri tre in rapida successione su altrettanti punti nevralgici del quadrante ovest della città. Un tamponamento in viale Talenti, nello specifico, ha generato code immense per chi proveniva dalla Fi-Pi-Li, mentre altri due sinistri – di minore entità ma ugualmente capaci di paralizzare il traffico – sono stati segnalati in viale Guidoni e nella zona compresa tra via delle Porte Nuove e via del Ponte alle Mosse.

La concomitanza di questi eventi ha trasformato il normale flusso veicolare in una lunga scia di rallentamenti e clacson, con i pendolari costretti a subire ritardi considerevoli per raggiungere i luoghi di lavoro e gli istituti scolastici, questi ultimi popolatisi con molto lentezza nel corso della mattinata.

Il pedone sul viadotto: un enigma investigativo

Ciò che maggiormente interessa gli inquirenti, al di là delle responsabilità immediate, è comprendere le ragioni che hanno portato un individuo a camminare a piedi lungo la carreggiata del viadotto – infrastruttura dove la presenza umana è vietata – a quell’ora insolita.

Il ponte, è bene ricordarlo, è dotato di un percorso ciclo-pedonale sospeso al di sotto della struttura principale che collega via di San Biagio a Petriolo con via dell'Isolotto, il che rende ancora più inspiegabile la scelta di percorrere invece le quattro corsie di marcia separate da uno spartitraffico.

Le fonti ufficiali riferiscono che la presenza dell’uomo era stata segnalata alle autorità pochi istanti prima dell’impatto fatale, un dettaglio che suggerisce come forse il gesto di attraversare o camminare in quel punto non fosse frutto di un semplice errore di percorso, ma di una situazione più complessa che gli investigatori stanno cercando di ricostruire.

Per il momento, la polizia municipale ha acquisito i filmati degli impianti di videosorveglianza presenti lungo la direttrice e sta raccogliendo le testimonianze di eventuali altri automobilisti che a quell’ora transitavano sul viadotto.

Il ritorno alla normalità e i rilievi della scientifica

La situazione del traffico, stando ai dati forniti dal Comune e dalla polizia municipale, ha iniziato a normalizzarsi soltanto a partire dalle ore 12, quando le ultime code sulla Firenze-Pisa-Livorno e sull’A11 in direzione del capoluogo toscano si sono gradualmente smaltite.

Sul luogo del disastro, dopo la rimozione dei mezzi coinvolti e la bonifica dell’asfalto, gli agenti hanno lavorato a lungo per effettuare una ricostruzione tridimensionale della dinamica, utilizzando strumentazioni di precisione per misurare le distanze di frenata e l’eventuale velocità del motociclista al momento dell’urto. Sebbene l’autovelox fisso presente sul viadotto non sia stato in grado di immortalare l’impatto, i suoi dati potrebbero fornire indicazioni preziose sulla condotta di marcia del centauro nei minuti antecedenti lo schianto.

Il corpo del pedone, la cui identità non è stata ancora ufficialmente diffusa dalle autorità in attesa della comunicazione ai familiari, è stato trasferito all’istituto di medicina legale per il consueto esame autoptico. Il motociclista, invece, sebbene ricoverato in codice rosso, sarebbe fuori pericolo di vita secondo le ultime, informali, rassicurazioni provenienti dall’ospedale, sebbene le sue condizioni restino gravi.

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