Messina, l'ennesima strage silenziosa: pedone ucciso da una moto senza assicurazione. Un dramma che si ripete
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Redazione Interno
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Ancora una volta, la città dello Stretto si risveglia con il tragico bilancio di un incidente stradale che non lascia scampo. A perdere la vita, nella tarda serata di venerdì 10 luglio, è stato il 49enne Vincenzo La Foresta, noto ai più sui social network con il simpatico soprannome di "Enzo miao" e protagonista di video divertenti che strappavano un sorriso ai suoi follower.
L'impatto fatale, avvenuto lungo il viale Gazzi all'altezza dell'ingresso del Policlinico di Messina, è stato di una violenza inaudita, tanto che il corpo dell'uomo sarebbe stato trascinato per una trentina di metri prima di fermarsi sull'asfalto. Una scena che si ripete con una frequenza allarmante, in una città che sembra non riuscire a fermare l'emorragia di vite spezzate sull'asfalto.
La dinamica dell'incidente e il ruolo della Procura
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, condotta dagli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale, La Foresta stava attraversando la carreggiata, probabilmente sulle strisce pedonali, quando è stato investito dalla moto. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi del 118, ma per il 49enne non c'era ormai più nulla da fare.
Alla guida della moto, una Honda Africa Twin, c'era un uomo di 40 anni, che a seguito dell'impatto è stato trasportato all'ospedale Piemonte per i consueti accertamenti tossicologici e alcolemici disposti dalla legge. Dalle prime verifiche, è emerso un ulteriore, gravissimo, elemento: il mezzo non era coperto da assicurazione.
La Procura della Repubblica di Messina ha aperto un fascicolo d'inchiesta, e il conducente della motocicletta verrà iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di omicidio stradale.
Una scia di sangue che non si ferma: i precedenti di giugno
Quella di Vincenzo La Foresta è solo l'ultima di una serie di tragedie che stanno segnando il territorio peloritano. Il dolore per questa morte riporta inevitabilmente alla mente un altro dramma che aveva scosso la comunità appena un mese prima, il 6 giugno, quando il 15enne Riccardo Coglitore aveva perso la vita in uno scontro tra la sua moto e un'auto nei pressi del parcheggio dello stadio San Filippo.
La scomparsa del giovane studente dell'istituto tecnico Verona Trento aveva lasciato un vuoto profondo, tanto da suscitare un commosso appello del rapper Geolier, durante un concerto, affinché i ragazzi prestassero la massima attenzione sulla strada. Due esistenze interrotte brutalmente, a distanza di poche settimane, che riaccendono i riflettori su un'annosa piaga, quella della sicurezza stradale.
"Enzo miao", il volto dietro la vittima
La scomparsa di Vincenzo La Foresta ha suscitato un'ondata di commozione che va ben oltre il semplice fatto di cronaca, in particolare nei quartieri di Gazzi e Mangialupi, dove l'uomo viveva. Conosciuto da tutti come "Enzo miao", il 49enne era una piccola celebrità del web, amato per la sua genuinità e per i video a metà tra lo scherzo e la comicità che condivideva sui social.
Chi lo conosceva lo descrive come un uomo buono, sorridente e instancabile lavoratore, che nonostante le difficoltà incontrate nella vita, rimasta presto senza genitori e con il solo affetto di una sorella, aveva saputo conquistarsi l'affetto di tutti. In molti hanno affidato ai social messaggi di cordoglio, ricordandolo come una persona semplice che, con la sua allegria, era riuscita a farsi volere bene e a "far parte delle loro famiglie".
Il giallo dello "scherzo" e l'allarme sicurezza
Sul drammatico incidente, però, si addensa un'ombra inquietante legata a un messaggio che sta facendo il giro del web e che le forze dell'ordine sono chiamate a vagliare con attenzione. Alcuni commenti sui social, riportati dalla stampa locale, accennano alla possibilità che alla base della tragedia possa esserci stato un macabro scherzo, una bravata finita nel peggiore dei modi. Un elemento che, se confermato, cambierebbe radicalmente la prospettiva della vicenda, trasformando un incidente in qualcosa di più sinistro.
Al di là di questa pista, l'ennesima morte in strada riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza urbana, con i cittadini che lamentano la carenza di controlli e una cronica scarsità di agenti della polizia municipale, chiamati a coprire un territorio vasto e spesso abbandonato a se stesso.




