Battaglia in Libano, otto soldati israeliani uccisi
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Redazione Esteri
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Nel sud del Libano, teatro di scontri tra le forze israeliane e Hezbollah, la situazione si è ulteriormente aggravata. Ieri, otto soldati israeliani sono stati uccisi in un'imboscata tesa dai miliziani di Hezbollah, che hanno sfruttato la fitta rete di tunnel sotterranei per sorprendere le truppe nemiche. Questo scontro, il più violento dall'inizio dell'offensiva di terra, ha visto anche trenta feriti tra le fila israeliane, con il numero dei caduti che potrebbe aumentare nelle prossime ore.
Hezbollah, dopo una serie di sconfitte subite nelle ultime due settimane, ha deciso di sfidare nuovamente Israele sul proprio terreno, utilizzando tattiche di guerriglia mordi-e-fuggi. I miliziani, ben nascosti tra la boscaglia e le macerie delle case distrutte dall'artiglieria e dall'aviazione israeliana, hanno attaccato un convoglio di soldati che si stava muovendo verso un villaggio all'alba, protetto dalla nebbia. La battaglia, che ha riportato alla mente degli israeliani i dolorosi ricordi delle precedenti guerre in Libano, ha dimostrato ancora una volta la capacità di Hezbollah di resistere all'invasione di terra.
Israele, dal canto suo, ha intensificato le operazioni per neutralizzare la rete di tunnel di Hezbollah, considerata una minaccia strategica per la sicurezza dello Stato ebraico. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le forze speciali israeliane hanno già effettuato incursioni mirate nei tunnel negli ultimi mesi, come fase preparatoria di una possibile operazione su larga scala. Tuttavia, la complessità del terreno e la determinazione dei miliziani rendono ogni avanzata estremamente difficile e pericolosa.
Nel frattempo, la missione Unifil, guidata dalla Brigata Sassari e composta da oltre mille soldati italiani, continua a operare nel sud del Libano, nonostante le difficoltà e le critiche.




