Guerra Israele-Libano, Colpito Centro di Soccorso a Beirut

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte, un nuovo raid israeliano ha colpito il cuore di Beirut, incendiando un edificio che, secondo fonti libanesi, ospitava un centro di soccorso di Hezbollah. L'attacco, che ha preso di mira anche altri cinque palazzi, ha portato l'IDF (Forze di Difesa Israeliane) a ordinare l'evacuazione immediata delle aree coinvolte. Il ministro degli Esteri libanese, Abdallah Bou Habib, ha dichiarato che l'ex leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva accettato un cessate il fuoco con Israele poco prima di essere ucciso dagli israeliani.

La battaglia in Libano ha visto la morte di otto soldati israeliani, con un bilancio di morti e feriti che supera la decina. Hezbollah, nonostante le recenti sconfitte, ha rilanciato la sfida, affermando di essere pronta a respingere le truppe israeliane grazie a un arsenale di combattenti, armi e munizioni sufficienti. La strategia di Hezbollah, che si basa su tattiche di guerriglia mordi-e-fuggi, sfrutta botole collegate a tunnel sotterranei, agguati nella boscaglia e tra le macerie delle case civili sistematicamente distrutte dall'artiglieria e dall'aviazione israeliana.

Nel frattempo, l'IDF ha annunciato un attacco in corso a sud di Beirut, in particolare nel quartiere di Dahiyeh, dove venerdì scorso è stato ucciso Nasrallah. "Stiamo attaccando obiettivi dei terroristi di Hezbollah", ha precisato l'esercito israeliano in una nota ufficiale. Le montagne del Libano, teatro di scontri passati, portano brutti ricordi ai tanti israeliani che vi hanno combattuto e ora notizie dolorose ai familiari dei soldati caduti. Almeno otto militari sono morti nei combattimenti contro Hezbollah, accerchiati mentre si muovevano verso un villaggio all'alba, protetti dalla nebbia. Lo scontro, il più duro dall'inizio dell'offensiva di terra, ha causato 30 feriti, con il numero dei caduti che potrebbe aumentare ulteriormente.

La situazione rimane tesa, con Hezbollah che cerca di rialzare la testa dopo una serie di sconfitte impressionanti subite in appena due settimane.

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