Coppia arrestata a Sorrento: lei distraeva i clienti, lui rubava i bancomat
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Redazione Interno
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I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura locale, contro due persone, un uomo e una donna, ritenuti responsabili di una serie di reati che uniscono lo sfruttamento della prostituzione a una metodologia fraudolenta particolarmente audace. L'attività illecita, che si è protratta per diversi mesi, è stata scoperta e ricostruita nel dettaglio grazie a un'indagine approfondita condotta dai militari, i quali hanno potuto accertare le dinamiche di un vero e proprio sodalizio criminale.
Le modalità operative della truffa
Secondo l’accusa, la donna incontrava i clienti per prestazioni sessuali a pagamento all'interno di un appartamento che, si presume, fosse stato messo a disposizione dal compagno. È proprio durante questi incontri, che si consumava il secondo atto illecito: approfittando della situazione di vulnerabilità e distrazione degli uomini, l’accompagnatore della donna, infatti, agiva con tempismo sottraendo furtivamente dai loro portafogli le carte di pagamento, sia bancomat che di credito. La procedura, stando a quanto ricostruito, non si fermava al semplice furto dello strumento fisico, ma comprendeva anche l'acquisizione fraudolenta dei codici pin, elemento fondamentale per poter poi utilizzare le carte stesse.
L'utilizzo illecito degli strumenti di pagamento
Una volta in possesso delle carte e dei relativi codici di sicurezza, la coppia procedeva a un loro sistematico e indebito utilizzo. L'obiettivo principale sembra essere stato il prelievo di contante, operazione resa possibile dalla conoscenza del pin, ma non sono mancati acquisti di beni, sebbene di modico valore, come i Gratta e Vinci. Questo passaggio successivo al furto, che trasformava la sottrazione in un danno economico immediato e tangibile per le vittime, ha contribuito ad aggravare la posizione dei due indagati, i quali devono ora rispondere, oltre che di furto aggravato e sfruttamento della prostituzione, anche del reato specifico di indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.
Lo svolgimento delle indagini e il provvedimento
L’attività investigativa, che ha permesso di far luce sull’intera vicenda, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e ha portato all'identificazione dei due presunti responsabili e alla ricostruzione del periodo, piuttosto esteso, durante il quale la coppia ha operato. L'esecuzione dell'ordinanza cautelare, che ha interessato le residenze dei due a Gorizia e a Pomigliano d’Arco, segna un momento significativo nell'iter giudiziario, rappresentando l'esito di un complesso lavoro di raccolta di prove e di ricostruzione dei fatti, i quali hanno convinto il giudice per le indagini preliminari della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.




