Polemia a Milano Marittima per lo stabilimento balneare che vieta l'accesso ai bambini
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Redazione Interno
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Un caso di rifiuto verso una famiglia con un bambino piccolo, avvenuto in uno stabilimento balneare di Milano Marittima, ha scatenato un acceso dibattito sull’ospitalità e le regole di accesso negli esercizi pubblici. La vicenda, che ha come protagonista un turista modenese, Andrea Mussini, ha messo in luce una prassi consolidata del Beach Club Bicio Papao, la cui politica di esclusione dei minori è ora al centro di aspre critiche.
La questione è emersa dopo la denuncia di Mussini, un geometra di 58 anni il quale ha raccontato di essere stato allontanato dal ristorante dello stabilimento perché accompagnato dal figlio di cinque anni. Secondo la sua ricostruzione, durante la prenotazione di un tavolo per tre persone, avvenuta per telefono, avrebbe specificato la presenza del bambino, sentendosi rispondere che il locale “non prende bambini”. L’episodio, verificatosi nella tarda mattinata del 26 agosto, ha spinto l’uomo a sporgere formale denuncia ai carabinieri, dichiarando di aver provato una profonda rabbia per un trattamento giudicato inaccettabile.
La gestione dello stabilimento, interpellata dalle testate locali, non ha negato i fatti ma anzi ha confermato la regola interna che vieta l’ingresso ai minori di dieci anni, una norma – a loro dire – applicata da ben trentatré anni. Questa ammissione, lungi dal placare le acque, ha fornito il pretesto per un’escalation della polemica, portando l’associazione Mare Libero Aps a sollecitare un intervento drastico del Comune di Cervia.




