Incendio nel centro logistico di Rutigliano, sotto controllo dopo ore di lotta
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Redazione Interno
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Un’imponente colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha segnato l’inizio dell’emergenza nella mattinata, quando le fiamme sono divampate in uno dei più importanti centri logistici del Sud Italia. L’incendio, che ha interessato la sede del Terminal Puglia lungo la strada tra Rutigliano e Adelfia, è stato circoscritto dopo un intervento durato diverse ore, al quale hanno preso parte tre squadre dei vigili del fuoco con autobotti e autoscala. Il rogo, le cui cause sono al momento ignote, ha aggredito un vasto capannone di oltre trentamila metri quadrati, al cui interno era stipata merce di vario genere, un elemento, quest’ultimo, che ha immediatamente sollevato interrogativi sulle sostanze coinvolte nella combustione.
Le operazioni di spegnimento e il monitoraggio ambientale
Le operazioni dei pompieri, coordinate per fronteggiare un fronte di fiamme che in alcuni momenti ha raggiunto anche i dieci metri d’altezza, hanno permesso di evitare che il fuoco si propagasse ad altre strutture del complesso, contenendo i danni all’interno del singolo edificio. La lotta contro l’incendio, che ha richiesto un notevole dispiegamento di mezzi e uomini, si è protratta per gran parte della giornata, trasformando quella che inizialmente appariva come una colonna di fumo in una vasta area di cenere e materiali carbonizzati. Parallelamente alle attività di spegnimento, la Protezione Civile regionale ha avviato misurazioni della qualità dell’aria nella zona, dato che la tipologia della merce immagazzinata, non ancora specificata in dettaglio, poteva aver rilasciato fumi potenzialmente nocivi.
Le misure cautelari per la popolazione
La preoccupazione per i possibili effetti del fumo sulla salute pubblica ha portato le autorità locali a emanare un’ordinanza urgente, invitando la popolazione dei dintorni a restare nelle proprie abitazioni con le finestre chiuse e a limitare le uscite non necessarie, una misura prudenziale destinata a ridurre l’esposizione a eventuali agenti inquinanti trasportati dal vento. L’amministrazione comunale, mentre la nube si disperdeva lentamente nel cielo, ha dunque scelto la via della massima cautela, consapevole che gli effetti di simili eventi, spesso, si misurano anche a emergenza terminata. Alcuni di essi, quelli legati all’impatto ambientale, richiedono infatti verifiche più lunghe e analisi di laboratorio sui campioni prelevati.
La fase successiva alle fiamme
Con le fiamme ormai domate e i vigili del fuoco ancora impegnati nelle operazioni di bonifica e di raffreddamento dei materiali, l’attenzione si sposta naturalmente verso le indagini che dovranno accertare le dinamiche dell’incendio e verso la quantificazione dei danni, sia strutturali che economici, subiti dall’infrastruttura logistica. L’episodio, per la sua entità e per la rilevanza strategica del sito colpito, lascia dietro di sé una scia di interrogativi sulla sicurezza di questi grandi hub, sui materiali in essi custoditi e sui piani di prevenzione, questioni che spesso riemergono con forza solo in seguito a eventi drammatici. La zona, ora, appare tranquilla, ma il lavoro delle autorità competenti è lungi dall’essere concluso.




