Villa Verdi, Giuli annuncia i cantieri: «Stanziati 20 milioni, sarà rigenerata completamente»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Per una sera, a Villanova sull'Arda, la musica di Giuseppe Verdi è tornata a risuonare nel luogo che più di ogni altro racconta la sua vita lontano dai grandi teatri. Ma il vero protagonista della serata, oltre alle note di Riccardo Muti, è stato il futuro di Villa Verdi. La storica dimora del Maestro, acquistata dallo Stato e ancora segnata dai problemi di conservazione, sembra infatti avviarsi verso una nuova fase. A dare l'annuncio è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di circa 20 milioni di euro già stanziati e di un progetto ormai pronto a partire.
L'annuncio del ministro Giuli
«Tra un po' inizieranno a vedersi i cantieri. Il Ministero della Cultura ha stanziato circa 20 milioni tra acquisizione ed esproprio di Villa Verdi dal settembre 2024, quando mi sono insediato, a oggi, compresi diversi milioni per restauri, rigenerazione dell'edificio e del giardino. Ora, ottenute tutte le controfirme dopo il mio decreto ministeriale, finalmente Villa Verdi comincerà ad essere rigenerata completamente». Sulle tempistiche, il ministro ha spiegato: «Insediatomi il 6 settembre, il 19 avevo già firmato l'acquisto della villa.
Esistono tempi ordinari di burocrazia, noi non abbiamo fatto altro che il nostro dovere di fronte a un edificio in condizioni inaccettabili». Quanto alla riapertura al pubblico, Giuli ha precisato che «il luogo sarà visitabile non appena saranno stati fatti i primi lavori di consolidamento e messa in sicurezza», aggiungendo che «il giardino è già largamente sistemato».
La serata "Notturno" e l'omaggio di Muti
La notizia arriva dopo la serata voluta da Riccardo Muti proprio nella villa di Villanova di Sant'Agata. Un omaggio al Maestro, con l'affetto e la gratitudine infinita che merita: al mito, al padre artistico e morale, al più virtuoso esempio di sempre di italianità. Per il direttore d'orchestra, Giuseppe Verdi è tutto questo e molto di più, e tutto questo è stato al centro dell'evento che ha voluto intitolare «Notturno a Villa Verdi».
Prima di sedersi al piano e accompagnare in acustico i brani culminati nel poco conosciuto Notturno e nel Requiem finale diffuso dalle finestre della casa, Muti ha definito la figura del compositore universale, ma anche indissolubilmente legata alla sua terra di origine. «Verdi si sentiva profondamente un contadino, si alzava al mattino alle 5, girava per i campi, osservava gli agricoltori, qualche volta anche nascondendosi dietro gli alberi per vedere se facevano il lavoro bene o come voleva lui.
La meticolosità, l'amore per i fiori, per i frutti, per gli alberi, per la terra è la stessa meticolosità con cui scriveva le sue partiture», ha raccontato il maestro.
L'appello e il ringraziamento al governo
Il Notturno era nato dopo le parole molto dure pronunciate da Muti sull'inerzia della politica e sui ritardi accumulati negli anni attorno alla villa. Presentando l'iniziativa a Busseto, il direttore d'orchestra aveva attaccato gli esecutivi che si sono succeduti: «Dobbiamo darci una mossa, che sia il governo di destra, di centro e di sinistra, hanno fatto schifo, c'è stato un abbandono». Alla presenza delle istituzioni, però, il tono è cambiato.
Muti ha ringraziato i ministri presenti definendo la loro partecipazione «un bel segnale», dicendo loro: «La vostra presenza significa un accento positivo a lavori che non sapevo che avessero già preso il via». Il ministro Giuli ha replicato alle critiche sostenendo che «il maestro ha detto una verità parziale, nel senso che ora con il governo Meloni finalmente c'è un governo che si occupa di Villa Verdi».
La vicenda dell'acquisizione e il futuro della dimora
Villa Verdi, con il suo patrimonio immobiliare, il parco storico e la straordinaria collezione di arredi, epistolari, opere d'arte e oggetti personali del Maestro, costituisce un complesso di eccezionale valore artistico, storico e culturale. L'acquisizione da parte dello Stato è stata formalizzata con il decreto di esproprio firmato il 16 dicembre 2024, un provvedimento che ha sancito il passaggio definitivo della dimora al patrimonio pubblico.
La villa conserva ancora cimeli e memorie storiche del compositore, tra cui la camera da letto di Giuseppina Strepponi, il camerino dei vestiti con il pianoforte Fritz a sei pedali che Verdi usava ai tempi di Rigoletto e Aida, e la camera da letto del Maestro dove dormiva e lavorava. All'esterno si possono visitare il grande parco con le grotte, la ghiacciaia, il ponte rosso, le carrozze e le cantine. Tra i cimeli di maggior valore, oltre agli spartiti e agli appunti originali, una prima edizione de I Promessi Sposi con dedica autografata da Alessandro Manzoni, donata al compositore.
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