Muti a Villa Verdi: «Tornerò solo a lavori finiti». Tre ministri in prima fila
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Redazione Sport
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Nella penombra del cortile di Villa Verdi, a Villanova di Sant’Agata sull’Arda, le note del Requiem di Giuseppe Verdi sono uscite da una cassa appoggiata alla finestra del primo piano. Davanti a una platea di circa 150 invitati, il maestro Riccardo Muti ha salutato il pubblico e i tre ministri seduti in prima fila con una promessa: «Quando i lavori di Villa Verdi saranno conclusi, tornerò. Ma fate presto». Per Muti quella di sabato sera non è stata una serata come le altre: l’ha definita più volte «non un concerto, ma una riunione per ricordare la grandezza di Giuseppe Verdi».
La visita pomeridiana e l’arrivo dei ministri
Nel pomeriggio, dopo le prove mattutine al teatro di Busseto, Muti e l’ensemble di musicisti che ha scelto per omaggiare il compositore avevano visitato in privato le sale della dimora in cui Verdi visse per oltre cinquant’anni, scrivendo la maggior parte delle sue opere. A partire dalle 20, alla spicciolata, sono arrivati anche gli spettatori. In prima fila hanno preso posto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il ministro agli Affari Europei Tommaso Foti. La loro presenza, ha detto Muti, è «un bel segnale».
Il cambio di registro e lo stanziamento da 20 milioni
Il maestro, reduce da una conferenza stampa in cui non aveva usato mezzi termini contro l’inerzia dei governi del passato, ha aperto un varco: «Non sapevo che i lavori nella Villa fossero iniziati già l’anno scorso». E si è complimentato con l’esecutivo attuale, che «per primo» li ha avviati. Giuli, a margine della serata, ha spiegato che il Ministero della Cultura ha stanziato circa 20 milioni di euro tra acquisizione, esproprio, restauri e rigenerazione dell’edificio e del giardino.
Completate le controfirme al decreto ministeriale, ha aggiunto, «finalmente Villa Verdi comincerà ad essere rigenerata completamente». Mazzi ha ricordato che è stato il governo attuale ad acquistare la proprietà. Quanto alla riapertura al pubblico, Giuli ha precisato che il luogo sarà visitabile non appena saranno terminati i primi lavori di consolidamento e messa in sicurezza.
La musica nel cortile e le parole su Verdi contadino
Nel corso della serata, Muti ha accompagnato al pianoforte il basso Michele Pertusi, il baritono Luca Salsi, il tenore Giovanni Sala, il mezzosoprano Mara Gaudenzi e il soprano Damiana Mizzi. Brani da Nabucco, Rigoletto, Il trovatore, Macbeth e Falstaff hanno risuonato nella casa del loro stesso compositore. Il maestro ha raccontato il legame di Verdi con la terra: «Si sentiva profondamente un contadino, si alzava al mattino alle 5, girava per i campi, osservava gli agricoltori». La stessa meticolosità che metteva nel lavoro dei campi, ha detto, la ritrovava nella scrittura delle partiture.
La serata si è chiusa con il Notturno a tre voci con flauto e pianoforte, la composizione poco nota che ha dato il nome all’evento. Subito dopo, il Requiem è stato diffuso dalle finestre della villa, mentre il pubblico osservava in silenzio la facciata giallo ocra, su cui sono evidenti crepe e parti di intonaco staccate.
La villa chiusa dal 2022 e la questione degli eredi
La dimora, adibita a museo fino a poco tempo fa, era rimasta di proprietà degli eredi ed è chiusa dal 2022. Dopo una disputa tra gli eredi, lo Stato l’ha acquisita a dicembre del 2024. Da allora sono stati stanziati i primi 6,5 milioni di euro nell’ambito dei Grandi Progetti Beni Culturali, una tranche arrivata poco dopo l’acquisto della proprietà. Il giardino, stando a quanto riferito durante la serata, è già largamente sistemato.
La strada provinciale che scorre davanti alla villa e le crepe sulla facciata restano però la testimonianza più visibile di un edificio che attende interventi strutturali prima di poter riaprire le porte.
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