"Cantare amantis est": Verdi, Muti e la festa corale che unisce Ravenna

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La musica di Verdi, sublime educazione sentimentale, torna a parlare attraverso le voci di migliaia di coristi, guidati dal gesto preciso di Riccardo Muti. “Cantare amantis est” – “cantare è proprio di chi ama” – non è solo il titolo della nuova edizione de “Le Vie dell’amicizia”, ma il cuore di un progetto che, ideato da Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, trasforma la musica in un ponte tra generazioni e territori. Quest’anno, i protagonisti sono i cori italiani, chiamati a riunirsi a Ravenna per interpretare insieme le pagine più celebri del repertorio verdiano, dal “Nabucco” ai “Lombardi alla prima crociata”.

Tra i tremila partecipanti, provenienti da ogni regione, spiccava l’Unione Corale Senese, che ha vissuto l’evento come un’anticipazione del concerto del 20 luglio in Piazza del Campo. Ma a emozionare, oltre alla maestria di Muti, è stata la presenza di giovani e giovanissimi, come gli alunni della scuola Pascoli di Senigallia, per i quali assistere dal vivo al lavoro del maestro è stata un’esperienza indimenticabile. Quello che li unisce a un direttore del suo calibro è la semplicità, quella del genio capace di svelare, attraverso la complessità, l’armonia che la governa.

Intanto, a Roma, si è aperto il “Villaggio Arma” a villa Borghese, spazio dedicato alla storia e ai valori dei Carabinieri. L’iniziativa, che celebra il 211° anniversario della fondazione dell’Arma, offre fino al 6 giugno un percorso espositivo rivolto a cittadini e famiglie, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle attività dell’istituzione.

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