Muti attacca i governi su Villa Verdi: "Hanno fatto tutti schifo, ora si diano una mossa"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Riccardo Muti non ha usato giri di parole. Dal teatro Verdi di Busseto, dove era impegnato nelle prove, il maestro ha spiegato il senso del "Notturno", la serata musicale in programma davanti a Villa Verdi a Sant'Agata di Villanova sull'Arda, nel Piacentino. Non un concerto, ha precisato, ma «una riunione di un gruppo di musicisti che si siede davanti alla villa di Verdi e dice al mondo, e soprattutto al nostro: 'Vi date una mossa, volete svegliarvi?'». Il luogo, ha aggiunto, «deve risuonare delle note nate qui».

L'accusa senza colore politico

Il direttore d'orchestra ha rivolto un attacco diretto a tutte le stagioni di governo che si sono succedute. «Dobbiamo darci una mossa, che sia il governo di destra, di centro e di sinistra, hanno fatto schifo, c'è stato un abbandono», ha dichiarato Muti. Una responsabilità condivisa da schieramenti diversi, secondo il maestro, che ha sottolineato come la trascuratezza verso la dimora del compositore non sia imputabile a una sola parte politica. Ora che la villa è passata allo Stato, ha aggiunto, «si faccia presto a togliere l'imbarazzo di fronte al mondo».

Un tempio della musica e il paragone con Michelangelo

Muti ha definito Villa Verdi «un tempio» e ha paragonato Giuseppe Verdi a Michelangelo: «Verdi è il Michelangelo della musica». La casa di Sant'Agata, dove il compositore visse per circa cinquant'anni con Giuseppina Strepponi e lavorò a capolavori come Aida, Otello e Falstaff, conserva ancora arredi, documenti e oggetti personali. «Questo luogo deve attirare gente da tutte le parti del mondo, vogliose di scoprire dove Verdi ha scritto le arie e melodie che fanno parte di noi, della nostra cultura», ha spiegato il maestro.

E ha rincarato: «Siamo stanchi che il mondo ci guardi dicendo spesso che non siamo culturalmente degni del nostro passato».

La vicenda dell'acquisizione e i fondi stanziati

La villa era chiusa dal 2022 ed è stata acquisita dallo Stato alla fine del 2024, dopo una lunga vicenda ereditaria. Per il suo recupero sono stati stanziati 6 milioni e mezzo di euro, con l'obiettivo di trasformarla nella casa museo per eccellenza, il racconto di una vita straordinaria e dell'opera italiana, patrimonio Unesco. Nonostante l'approvazione del progetto, i lavori non sono ancora partiti: secondo quanto si rileva sul posto, crescono le erbacce, c'è umidità e qualcuno teme che la lunga chiusura possa danneggiare gli storici arredi.

Il Notturno e la genesi dell'evento

La serata, non aperta al pubblico e con accesso solo su invito, vedrà Muti al pianoforte Fazioli insieme alla soprano Damiana Mizzi, alla mezzosoprano Mara Gaudenzi, al tenore Giovanni Sala, al baritono Luca Salsi, al basso Michele Pertusi e a Bianca Fiorito al flauto. Tra gli invitati sono attesi tre ministri: Alessandro Giuli alla Cultura, Gianmarco Mazzi al Turismo e Tommaso Foti agli Affari Europei.

Nei giorni precedenti era emersa una polemica su un presunto diniego da parte della Soprintendenza, poi smentito dal ministro Giuli, che aveva parlato di notizie «totalmente destituite di fondamento». Un documento del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale aveva in realtà valutato «favorevolmente la realizzazione dell'iniziativa», ritenendola coerente con le attività di valorizzazione in corso presso la villa.

Il senso dell'iniziativa secondo il maestro

Muti ha respinto l'idea che si tratti di una passerella o di un evento mondano. «Far risuonare nella villa di Sant'Agata le note di Giuseppe Verdi esattamente come sono scritte mi sembra il modo più semplice e più serio di rendergli omaggio», ha spiegato. E ha aggiunto: «E di ricordare a tutti che quella casa non può restare in silenzio». Il maestro ha citato anche D'Annunzio, che alla morte del compositore scrisse: «Diede una voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti».

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