Gaza, l’Italia si mobilita per Adam, l’unico sopravvissuto di dieci fratelli uccisi nel raid a Khan Younis
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La storia di Adam Al-Najjar, undicenne palestinese unico superstite di un bombardamento israeliano che ha ucciso nove dei suoi fratelli, ha scavato un solco profondo nell’opinione pubblica internazionale. I suoi genitori, entrambi medici – la dottoressa Alaa e Hamdi –, hanno visto la loro casa a Khan Younis ridotta in macerie in pochi istanti, mentre i corpi dei figli, straziati dalle esplosioni, erano ormai irriconoscibili. «Ho identificato solo Rival, di quattro anni», ha raccontato Alaa, descrivendo una scena che nessun genitore dovrebbe mai vivere.
Adam, gravemente ferito al braccio sinistro, è stato operato in condizioni disperate da Tiziana Roggio, chirurga italiana attiva a Gaza, che ne ha confermato le critiche condizioni. «I danni sono seri», ha spiegato Roggio a Rainews24, sottolineando l’urgenza di cure specialistiche impossibili da garantire in un territorio devastato da mesi di guerra. È stato lo zio del bambino a lanciare l’appello per un trasferimento in Italia, dove – come ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – si sta lavorando per accogliere il piccolo e garantirgli le terapie necessarie.
La macchina della solidarietà nel nostro Paese si è mossa rapidamente, coinvolgendo ospedali, associazioni mediche e istituzioni locali. Ma la tragedia di Adam non è che l’ultima, straziante tessera di un mosaico di sofferenza che si allarga giorno dopo giorno a Gaza, dove migliaia di civili – molti dei quali bambini – continuano a pagare il prezzo più alto. Quella dei Al-Najjar è una famiglia simbolo: colta, impegnata nel sociale, ora annientata da una guerra che non risparmia nessuno.




