Il piccolo Adam, unico sopravvissuto alla strage di Khan Younis, è arrivato in Italia per curarsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra l’11 e il 12 giugno, l’Hercules dell’Aeronautica Militare ha toccato la pista di Linate con a bordo Adam, undici anni, unico superstite dei dieci fratelli uccisi dal raid israeliano che il 23 maggio ha raso al suolo la loro abitazione a Khan Younis. Ad accompagnarlo c’era la madre, Alaa al-Najjar, pediatra di 36 anni, che ha perso anche il marito mentre era al lavoro al Nasser Medical Center.

Il bambino, che presenta fratture multiple agli arti, sarà assistito dai medici del Niguarda di Milano, dove riceverà anche supporto psicologico per elaborare un lutto che pochi, alla sua età, potrebbero sopportare. La madre, visibilmente provata ma sollevata, ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta: «Grazie mille, non ho parole, è una gioia enorme essere qui in Italia».

L’evacuazione, organizzata attraverso un corridoio umanitario, avrebbe dovuto includere anche la zia e i cugini di Adam, ma per motivi non ancora chiariti non sono potuti partire. La vicenda riaccende i riflettori sulle conseguenze del conflitto a Gaza, dove migliaia di minori, oltre a subire ferite fisiche, portano cicatrici invisibili che richiederanno anni per essere sanate.

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