Il piccolo Adam arriva a Linate, unico sopravvissuto alla strage che ha ucciso i suoi fratelli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’aeroporto militare di Linate, avvolto nel buio della tarda serata, ha visto atterrare un aereo bianco, i cui occhi sgranati – le luci della cabina – sembravano scrutare il silenzio della pista. A bordo, un carico di vite spezzate da ricucire: tra queste, quella di Adam, il bambino palestinese che ha perso nove fratelli nell’inferno di Gaza e che ora, unico miracolato di quella strage, è giunto in Italia per essere curato. Ad accoglierlo, insieme ai medici di Areu, c’era anche la zia materna, riconoscibile dal cappellino nero che contrastava con la tensione visibile sul suo volto.

L’operazione, la più ampia dall’inizio del conflitto, è frutto della collaborazione tra Farnesina, Difesa e Protezione Civile. Sono 70 i palestinesi evacuati, di cui 17 bambini, trasportati con tre voli umanitari. "Abbiamo una struttura organizzata per interventi come questo", ha spiegato Massimo Lombardo, direttore generale di Areu, sottolineando come l’agenzia sia ormai abituata a gestire sia l’arrivo di pazienti dall’estero sia l’invio di personale in contesti internazionali. Un meccanismo collaudato, già attivato più volte per Gaza.

Antonio Tajani, presente allo scalo milanese, ha ricordato che l’Italia, con quasi mille palestinesi evacuati, si conferma all’avanguardia nelle operazioni umanitarie. "Non è semplice far uscire altre 80 persone dalla Striscia", ha ammesso il ministro, attribuendo il successo al lavoro di una "grande squadra" di organizzazioni internazionali. Tra i salvati c’è anche Alaa Alnajjar, la madre di Adam, scampata alla guerra ma segnata dalla perdita dell’intera famiglia nelle settimane passate.

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