Il sindaco di Isernia dorme in tenda davanti all'ospedale, protesta a tempo indeterminato
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Redazione Interno
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Con il naso gelato e poche ore di sonno, Piero Castrataro, sindaco di Isernia, ha trasformato il marciapiede antistante l’ingresso dell’ospedale Ferdinando Veneziale nella sua dimora provvisoria, una scelta estrema che mira a scuotere le coscienze sulla crisi sanitaria che attanaglia l’unico presidio della provincia. Laureato in ingegneria nucleare, con un percorso formativo di alto profilo e una carriera nel campo delle energie rinnovabili, l’amministratore civico di centrosinistra, che ha da poco compiuto cinquant’anni, non aveva mai fatto del protestare la propria professione, preferendo piuttosto l’impegno concreto. Da domenica 28 dicembre, però, la sua residenza è una tenda piantata sul selciato, dentro la quale trova posto soltanto lo stretto necessario, mentre fuori il freddo pungente di fine dicembre accompagna il silenzioso viavai di chi, nonostante tutto, continua a operare nella struttura.
Una mobilitazione nata dalla carenza di personale
L’obiettivo della singolare forma di protesta, che ha già visto infermieri solidali portare caffè al primo mattino e cittadini, soprattutto giovani, fermarsi per esprimere sostegno, è quello di denunciare una situazione ormai insostenibile. Castrataro, il quale ha dichiarato di voler rimanere sul posto "a tempo indefinito, finché non vedo cambiare qualcosa", punta i riflettori sulla drammatica carenza di medici, un’emorragia che sta mettendo in ginocchio i servizi. Con il responsabile del Pronto Soccorso prossimo alla pensione e un organico che si attesta sulla metà di quanto necessario, l’ospedale fatica a reggere il peso delle emergenze, uno sforzo che ricade sulle spalle di chi resta, costretto a un superlavoro quotidiano. La protesta, quindi, non nasce da un’astrazione ideologica ma da un dato di fatto concreto: il diritto alla salute per i ventimila abitanti del capoluogo e per l’intera provincia è seriamente compromesso.
L’attesa di un confronto con le istituzioni sanitarie
La decisione di trascorrere le notti all’addiaccio, una condizione che il sindaco è pronto a prolungare persino durante le festività di Capodanno, precede un appuntamento cruciale fissato per i primi giorni della nuova settimana. Martedì o mercoledì, infatti, è calendarizzato un incontro con il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale del Molise, un confronto atteso per ottenere risposte che non siano mere rassicurazioni. L’azione del primo cittadino, che ha volontariamente lasciato la famiglia per questo gesto di disobbedienza civile, si configura come un ultimo, potente appello affinché le istituzioni preposte intervengano con urgenza, garantendo quelle risorse umane senza le quali qualsiasi struttura, per quanto efficiente, è destinata al collasso.
Il significato di una presenza costante
La tenda sul marciapiede non è un simbolo vuoto, ma una presenza fisica e costante che interroga chiunque attraversi il piazzale dell’ospedale, un monito quotidiano sulla fragilità di un bene primario. Castrataro, rifiutando qualsiasi comoda mediazione da lontano, ha scelto di condividere simbolicamente, seppur per scelta, le condizioni di disagio e di attesa che molti pazienti si trovano a vivere a causa dei tagli e della disorganizzazione. La sua non è una semplice veglia di protesta, ma un’azione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a mantenere alta l’attenzione su una vicenda che, lontana dai riflettori nazionali, rischia di essere dimenticata, con conseguenze potenzialmente gravi per la tenuta del servizio sanitario in un’area già territorialmente svantaggiata.




