Il sindaco di Isernia dorme in tenda davanti all’ospedale, la protesta a oltranza contro i tagli alla sanità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prosegue senza una data di fine la singolare e determinata protesta di Piero Castrataro, che ha trasformato un marciapiede davanti all’ingresso dell’ospedale Veneziale nella sua residenza simbolica. Il primo cittadino, il quale ha scelto di passare le notti in una tenda montata sul posto, intende così mantenere alta l’attenzione su quello che definisce un progressivo e inaccettibile smantellamento dei servizi sanitari essenziali per il territorio molisano. La sua azione, che supera le tradizionali forme di dissenso istituzionale, si configura come un presidio fisico e costante, una testimonianza diretta di una battaglia che, a suo dire, non ammette più rinvii né parole di circostanza. Dalle intenzioni espresse, sembra chiaro che l’accampamento rimarrà attivo fino a quando non saranno percepiti segnali concreti e inversioni di tendenza nelle politiche che riguardano la struttura ospedaliera.

Le adesioni e il sostegno politico

Alla radicale iniziativa del sindaco non sono mancate, com’era prevedibile, adesioni e prese di posizione da parte di alcune forze politiche della zona. Il Circolo del Partito Democratico di Guglionesi, insieme al gruppo di Guglionesi Progressista, ha fatto pervenire una nota congiunta in cui esprime un “pieno e convinto sostegno” alla protesta in atto. In quel documento, firmato da Annamaria Becci e Pino Aristotele, si legge che il gesto di Castrataro non è interpretabile come una mossa estemporanea o una semplice provocazione, bensì come l’espressione più genuina e drammatica di un intero territorio che, ormai da anni, si vedrebbe privato di servizi fondamentali. La missiva attribuisce la responsabilità di questa crisi a una lunga serie di fattori, tra i quali spiccherebbero un cronico sottofinanziamento e una successione di scelte sbagliate, elementi che avrebbero contribuito a creare quello che viene descritto come un “deserto sanitario”.

La replica dei commissari e il nodo delle carenze strutturali

Se da un lato il sindaco riceve sostegno, dall’altro le istituzioni sanitarie regionali hanno risposto con toni critici alla sua protesta, rigettando le accuse di immobilismo. I commissari alla Sanità Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, in particolare, hanno difeso l’operato dell’azienda sanitaria locale, parlando esplicitamente di una “aggressione mediatica” ai danni del direttore generale. Nella loro ricostruzione, le difficoltà nel reperire personale medico specializzato per l’ospedale di Isernia non dipenderebbero esclusivamente da questioni di bilancio o di organizzazione interna. Essi, infatti, hanno puntato il dito contro quella che viene percepita come una “scarsa qualità della vita” offerta dalla città, un fattore che, a loro dire, dissuaderebbe molti professionisti dal scegliere quella sede per la propria carriera, complicando ulteriormente un quadro già di per sé problematico.

Il profilo del sindaco protestatario

Alle spalle di questa battaglia condotta con metodi non convenzionali c’è un uomo che, per formazione e carriera pregressa, appare distante dagli schemi della politica professionale. Piero Castrataro, cinquantenne eletto alla guida del comune nel 2021 alla testa di una coalizione di centrosinistra, vanta un curriculum di alto livello nel campo tecnico-scientifico. È infatti un ingegnere nucleare formatosi all’Università di Pisa, oltre che allievo della Scuola Superiore Sant’Anna, con un dottorato e una esperienza consolidata nel settore delle energie rinnovabili. Questo background contribuisce a delineare la figura di un amministratore pubblico che, almeno secondo la narrazione dei suoi sostenitori, approccia le questioni di governo con la mentalità del progettista e del problem solver, insofferente verso le logiche dell’attesa e della mediazione a tutti i costi quando si tratta di salvaguardare ciò che ritiene un bene comune irrinunciabile.

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