Il rientro del satellite ERS-2: un evento monitorato con attenzione

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il satellite ERS-2, monitorato da giorni dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per la sorveglianza dei detriti spaziali, ha fatto rientro sulla Terra. Il video del satellite è stato girato da un gruppo di milazzesi che, alle 6 del mattino, si trovava nel porto di Milazzo a bordo di un'imbarcazione. Le prime immagini sono state diffuse già dal 17 febbraio quando il satellite fluttuava sulle nostre teste mentre perdeva progressivamente altitudine orbitale.

Il rientro non controllato

Il satellite ERS-2 doveva atterrare vicino alla costa orientale dell'Africa centrale, ma è rientrato nell'atmosfera terrestre a migliaia di chilometri di distanza rispetto alle previsioni. La posizione è stata confermata dall'ESA che ha localizzato il satellite nell’Oceano Pacifico settentrionale tra l'Alaska e le Hawaii. Il rientro di ERS-2 è stato naturale, di conseguenza non era possibile controllare il satellite durante il suo rientro e l'unica forza che guidava la sua discesa era la resistenza atmosferica.

Nessun danno riportato

Il grande satellite europeo rientrato senza controllo sulla Terra non ha causato danni. Il satellite ERS-2 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha completato il suo rientro atmosferico non controllato sull’Oceano Pacifico Settentrionale, non causando alcun danno a proprietà o persone. L’ESA ha seguito con attenzione la deorbitazione di ERS-2 a causa del suo rientro non controllabile da terra. Un rientro di questo tipo, definito “naturale”, non permette di capire esattamente la regione della Terra interessata dall’ingresso in atmosfera con successivo spargimento di detriti al suolo, quindi presenta più rischi per cose e persone.

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