Tredici arresti per droga a Roma, tra i nomi un ex della banda della Magliana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si ferma l’attività investigativa dei carabinieri nella Capitale, dove nelle ultime ore un’operazione anticrimine ha portato a tredici misure cautelari: un blitz che ha smantellato una ramificata rete dedita al narcotraffico, ma non solo. Le accuse, a vario titolo, includono anche il porto abusivo di armi, la ricettazione, il tentato omicidio e le lesioni personali gravi; alcuni dei reati sarebbero stati aggravati dall’aver agito secondo modalità riconducibili all’associazione mafiosa. Tra le persone finite in manette spicca un nome destinato a far discutere, quello di Raffaele Pernasetti, settantaseienne ritenuto dagli inquirenti uno storico esponente della celebre Banda della Magliana. L’uomo, conosciuto negli ambienti criminali come “Er Palletta”, torna così in carcere dopo anni di una semi-latitanza che non gli aveva impedito, secondo la ricostruzione giudiziaria, di tessere nuovamente legami pericolosi.

La vecchia guardia e le nuove alleanze

Pernasetti, lo ricordiamo, aveva fatto parte del nucleo storico che fondò la Banda della Magliana insieme ad altri nomi diventati leggenda della cronaca nera romana, come Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino ed Enrico De Pedis. Eppure, nonostante l’età avanzata e una fedina penale già pesantemente segnata, gli investigatori lo descrivono oggi come un elemento ancora attivo, capace di sfruttare la propria aura criminale per facilitare il rifornimento di stupefacenti. Proprio grazie alla sua vicinanza – si legge negli atti – con alcuni autorevoli componenti del clan Senese e con una cosca della ‘ndrangheta, l’ex boss avrebbe favorito l’approvvigionamento della droga; un flusso costante di sostanze che veniva poi smistato e venduto al dettaglio in diverse piazze di spaccio della Capitale.

Le piazze di spaccio nel mirino: dal Trullo a Garbatella

Il giro d’affari, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, copriva un’area vastissima della periferia romana, con epicentro nel quartiere Trullo ma con ramificazioni in zone storicamente difficili come Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella. In ciascuno di questi snodi, la rete di pusher e intermediari – oggi per la maggior parte in custodia cautelare – avrebbe garantito una copertura capillare della domanda, alimentando un mercato che non accenna a ridursi nonostante le numerose retate degli ultimi anni. L’indagine, durata diversi mesi, ha fatto leva su intercettazioni e servizi di osservazione: ne è emerso un quadro in cui l’ex bandito, pur senza scendere materialmente in strada, agiva da regista occulto, mettendo a disposizione la propria esperienza e i propri contatti.

Arresti, armi e tentato omicidio: i contorni dell’operazione

Non solo droga, però. Nel calderone delle accuse spiccano reati che testimoniano la pericolosità dell’organizzazione: il sequestro di armi, alcune delle quali definite dagli inquirenti “da guerra”, ha accompagnato le manette scattate all’alba; a ciò si aggiungono episodi di lesioni personali aggravate, una tentata rapina e perfino un tentato omicidio. La batteria criminale, insomma, non si limitava a gestire lo spaccio, ma disponeva di una forza paramilitare pronta a intervenire per risolvere conflitti interni o per intimidire eventuali rivali. La presenza di Pernasetti tra gli arrestati, a settantasei anni suonati, rappresenta un segnale inequivocabile: per i vertici della malavita romana, la pensione non è mai un’opzione, e le vecchie glorie della Banda della Magliana continuano a gettare la loro ombra sulle strade della città.

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