La morte di Joele e il presidio per chiedere strade più sicure
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Redazione Interno
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Il sorriso di Joele Nathan Malvasi, che aveva appena compiuto undici anni e si apprestava a iniziare le scuole medie dopo aver ritirato una pagella più che positiva, si è spento per sempre nel pomeriggio di giovedì 18 giugno, all'incrocio tra via Zanichelli e viale Magenta, a Reggio Emilia, nei pressi del ponte sul torrente Crostolo, a pochi passi da casa, mentre pedalava sulla sua bicicletta rossa insieme ai due fratelli; il bambino, che aveva coronato il sogno di partecipare al Grest della parrocchia del Sacro Cuore come premio per i suoi ottimi risultati scolastici, è stato tragicamente
Travolto da un camion compattatore per la raccolta dei rifiuti, un impatto violentissimo che, nonostante il tentativo disperato di un operatore sanitario fuori servizio, il quale gli ha praticato un massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi, e la corsa immediata all'Arcispedale Santa Maria Nuova, non gli ha lasciato scampo, spegnendo in un istante tutte le promesse di un'estate che doveva essere spensierata e gettando nello sconforto più profondo la sua famiglia, di origini meridionali, l'intera scuola e la città intera.
La dinamica dell'incidente e le prime indagini
Secondo quanto emerso dalle prime sommarie ricostruzioni, Joele stava percorrendo la pista ciclopedonale quando il mezzo pesante, condotto da un quarantenne dipendente di Iren Ambiente, ha effettuato una svolta a destra in un punto dove la carreggiata e la ciclabile si avvicinano pericolosamente; proprio l'ingombro del camion, e il conseguente angolo cieco, potrebbero aver impedito all'autista, rimasto profondamente scioccato dall'accaduto, di avvistare in tempo il bambino, che è stato urtato dalla ruota anteriore destra e sbalzato violentemente a terra.
La polizia locale, giunta tempestivamente sul posto, ha provveduto a effettuare tutti i rilievi del caso per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro, mentre Iren Ambiente, la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti a Reggio Emilia, ha annunciato di aver avviato un'indagine interna per fare piena luce sulle cause dell'accaduto, utilizzando, tra gli altri, i sensori di bordo del mezzo; nelle prossime ore, come è inevitabile che sia, la Procura della Repubblica aprirà un fascicolo per omicidio stradale, e non è escluso che venga disposta l'autopsia sul
Corpo del ragazzino per fugare ogni dubbio sulle modalità dell'impatto.
Il presidio di Fiab e la richiesta di svolta sulla sicurezza stradale
La morte di Joele Nathan Malvasi, una delle tante, troppe vittime della strada, ha riacceso la rabbia e il dolore di chi da anni si batte per una mobilità più sicura e rispettosa dei soggetti più deboli, tanto che l'associazione Fiab Tuttinbici Reggio Emilia ha organizzato per questa sera, venerdì 19 giugno, alle ore 18. 30, un presidio proprio sul luogo della tragedia, all'incrocio tra via Gorizia e via Zanichelli, con l'intento di creare un momento di raccoglimento e riflessione collettiva, ma anche e soprattutto per mantenere alta l'attenzione su una piaga che il nostro Paese non riesce a risolvere.
L'invito è esteso a tutti i cittadini che vorranno partecipare, per unirsi nel ricordo del piccolo Joele e per chiedere a gran voce un cambiamento radicale nelle politiche della sicurezza stradale; dopo l'ennesima, inaccettabile tragedia, Fiab rilancia il suo appello per una legge quadro sulla mobilità attiva, convinta che sia necessario e urgente intervenire con scelte coraggiose per ridurre drasticamente il numero di incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti, spesso vittime di una viabilità pensata unicamente per le auto e i mezzi pesanti.
Il cordoglio della scuola e della città
Il dramma che ha colpito la famiglia Malvasi ha suscitato un'ondata di commozione e vicinanza che ha travalicato i confini della città, coinvolgendo anche la comunità di Policoro, in Basilicata, da cui la famiglia è originaria; la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Antonio Ligabue, che Joele frequentava, Francesca Spadoni, ha espresso il cordoglio di tutta la comunità scolastica, sottolineando come il sorriso del bambino resterà per sempre parte viva di quella scuola, e ha comunicato che è stato attivato un servizio di supporto psicologico per studenti, famiglie e personale Docente, per aiutare a elaborare un lutto così doloroso e improvviso.
Anche il sindaco Marco Massari e l'assessora alla Mobilità Carlotta Bonvicini hanno voluto esprimere il loro sgomento e la loro vicinanza ai familiari, con parole che, al di là della retorica istituzionale, testimoniano quanto questa tragedia abbia scosso le coscienze e quanto sia forte la consapevolezza che non si può più morire a undici anni mentre si va in bicicletta, e che è arrivato il momento di fermarsi e interrogarsi su cosa sia stato fatto e su cosa ancora si possa fare per evitare che simili incidenti si ripetano.




