Dacia Duster 2026, i segreti del listino e la sfida del motore che supera i 30 km/l

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quattro allestimenti – Essential, Expression, Journey ed Extreme – scandiscono l’offerta della terza generazione della Dacia Duster, un modello che, forte di un rapporto qualità-prezzo ritenuto dal costruttore ancora il migliore sul mercato, declina la propria personalità in sedici varianti distinte dall’incrocio con altrettante motorizzazioni. La forbice dei prezzi, significativamente ampia, abbraccia i 19.900 euro della versione di accesso Essential equipaggiata con il bicarburatore Eco-G 120 a GPL e trazione anteriore, per toccare i 30.

500 euro richiesti per le più ricche Journey ed Extreme, queste ultime abbinate al complesso sistema Hybrid-G 150 a trazione integrale. Dacia, nel frattempo, amplia la propria proposta di personalizzazione attraverso il sistema modulare YouClip – di serie con quattro punti di ancoraggio sulla versione base e sei sulle altre – e una gamma di accessori che spazia dall'astuccio per occhiali alla tenda da tetto "aerea" del valore di 665 euro, fino al pacchetto "Sleep" da 1.700 euro che trasforma il SUV in una sorta di mini-camper.

Essential, Expression, Journey ed Extreme: la scalata agli allestimenti

Se l'Essential si presenta come la porta d'accesso al mondo Duster, con i suoi cerchi in acciaio da 16 pollici e il sistema multimediale Media Control gestibile dai comandi al volante, è con l'Expression che il SUV compie un deciso salto di qualità: quest'ultimo introduce infatti l'ecrân centrale da 10 pollici Media Display, la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, la retrocamera e un cruscotto digitale da 7 pollici.

La variante Extreme, dal canto suo, enfatizza la vocazione avventurosa del modello, offrendo di serie il controllo di velocità in discesa e specifiche barre al tetto modulabili, mentre la Journey si posiziona al vertice della gamma, forte del navigatore connesso Media Nav Live e del sistema audio Arkamys 3D. Dacia, a completare il quadro delle novità per il 2026, ha profondamente rivisto l'offerta di powertrain: il vecchio 1.0 Eco-G lascia spazio al più corposo 1.2 Eco-G 120, mentre la versione full hybrid abbandona il precedente 1.

6 da 140 cavalli per abbracciare il più efficiente 1.8 Hybrid 155, un quattro cilindri a ciclo Miller coadiuvato da due motori elettrici che riduce i consumi dell'8% nel ciclo misto, fermandosi a 4,7 litri ogni 100 chilometri.

Il prototipo Horse-Repsol, quando la Duster diventa un laboratorio a tre cilindri

La corsa verso una mobilità sempre più efficiente, come insegna il progetto sviluppato da Horse Technologies in collaborazione con Repsol, non passa necessariamente (e solo) attraverso la filiera dell'elettrico. I tecnici della joint venture controllata da Renault e Geely hanno scelto proprio la nuova Dacia Duster come cavia da laboratorio, partendo dal collaudato motore tre cilindri 1.2 turbo della famiglia HR12 per spingerne le prestazioni verso limiti inesplorati.

Le modifiche, tutt'altro che banali, hanno riguardato l'incremento del rapporto di compressione fino a 17:1 – un valore eccezionalmente elevato per un propulsore ad accensione comandata – unito a una revisione profonda del sistema EGR, a un turbocompressore ottimizzato e all'adozione di lubrificanti specifici messi a punto da Repsol per ridurre al minimo gli attriti interni.

Il risultato, per ora confinato alla sfera sperimentale del concept H12, è un'efficienza termica che supera il 44%, una soglia che sulla carta permette al SUV compatto di percorrere oltre 30 chilometri con un solo litro di carburante, traducendosi in un consumo medio inferiore ai 3,3 litri ogni 100 km.

Numeri da record e l'incognita del carburante Nexa 95

Per comprendere la portata di questi numeri, è sufficiente confrontarli con quelli già eccellenti della Duster Hybrid 155 di serie: l'attuale full hybrid, che pure rappresenta una delle punte di diamante della gamma, si ferma a una media di 5 litri ogni 100 chilometri nel ciclo WLTP, con percorrenze reali che in condizioni ottimali superano di poco i 23 km/l.

La vettura sperimentale, che monta il nuovo motore H12, abbassa quindi i consumi di circa un terzo rispetto alla già virtuosa versione ibrida, avvicinandosi pericolosamente ai valori delle più parsimoniose citycar a trazione ibrida presenti sul mercato. Un altro tassello fondamentale di questo mosaico tecnologico è rappresentato dal carburante utilizzato: la benzina Nexa 95, sviluppata da Repsol, è prodotta da materie prime organiche di scarto, il che la rende compatibile con i motori a combustione attuali senza richiedere alcuna modifica meccanica.

Tuttavia, come spesso accade in queste fasi embrionali, la distribuzione del carburante è ancora limitatissima e concentrata su pochi distributori, mentre il motore H12 resta, almeno per il momento, un prototipo senza alcuna data certa per un eventuale sbarco in produzione.

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