Gas, il ruolo centrale degli stoccaggi e il record italiano nei depositi: i dati Snam

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il sistema energetico italiano continua a poggiare le proprie fondamenta sui combustibili fossili, nonostante la lenta ma progressiva ascesa delle rinnovabili. A dirlo sono i numeri del secondo trimestre, che dipingono un quadro chiaro: petrolio e gas coprono insieme il 71% del fabbisogno complessivo, mentre le fonti pulite si fermano al 23%.

Un equilibrio che, per quanto in via di evoluzione, conferma la dipendenza strutturale del Paese dalle forniture estere e dalla capacità di accumulo, elemento quest’ultimo divenuto cruciale per affrontare le flessioni stagionali e le turbolenze dei mercati internazionali.

La corsa agli stoccaggi e il primato italiano

Nel bel mezzo dell’estate, mentre i consumi per riscaldamento calano fisiologicamente, l’Italia si distingue nel panorama europeo per la velocità con cui sta riempiendo i propri depositi di gas. I dati forniti da Snam, aggiornati al 26 luglio, indicano un tasso di riempimento che ha già superato ampiamente la soglia del 70%, attestandosi precisamente al 74% con 150,48 TWh di volumi immagazzinati.

Un risultato che non è soltanto un traguardo statistico, ma che assume un valore strategico determinante, se si considera che proprio questi stock hanno coperto, durante lo scorso inverno, il 23% della domanda nazionale, un contributo che sale al 25% se si guarda al peso specifico all’interno del bilancio stagionale.

Come sottolinea il bollettino mensile Polaris, curato dal gestore delle infrastrutture, i siti di stoccaggio italiani hanno giocato un ruolo centrale nel bilanciamento del sistema, riuscendo ad attenuare potenziali tensioni sul lato dell’offerta e a smorzare l’impatto della volatilità che caratterizza i mercati globali, specialmente nei mesi più freddi.

Il boom del Gnl e il crollo dei gasdotti

A sostenere questa corsa al riempimento contribuisce in maniera decisiva l’aumento dei flussi di gas naturale liquefatto, che hanno registrato un incremento del 5% nel primo semestre dell’anno. Una spinta che trova il proprio motore principale nel rigassificatore di Ravenna, entrato a pieno regime e capace di convogliare quantità crescenti di Gnl nella rete nazionale, compensando ampiamente la contestuale flessione delle importazioni via tubo.

Il gas immesso complessivamente in rete ha fatto segnare un lieve rialzo nei primi sei mesi del 2026, a testimonianza di una domanda che, pur in calo per quanto riguarda gli usi civili legati al riscaldamento, tiene botta grazie al settore industriale e alla conversione di alcuni impianti termoelettrici.

Interessante notare come la crisi nello Stretto di Hormuz, che pure aveva destato apprensione tra gli operatori a inizio anno, abbia finito per avere un impatto tutto sommato limitato e circoscritto al solo mese di giugno, senza determinare scossoni significativi alle quotazioni o alle forniture.

Un bilancio energetico ancora legato al passato

Nonostante il crescente apporto di solare ed eolico, che pure stanno consolidando la loro presenza nel mix nazionale, il quadro che emerge dai dati Snam è quello di un’Italia che resta saldamente ancorata alle fonti fossili. La riduzione della domanda di energia primaria, dovuta in larga parte al venir meno dei consumi stagionali, non ha infatti scalfito la predominanza di gas e petrolio, che insieme rappresentano ancora quasi tre quarti del fabbisogno energetico.

Le rinnovabili, pur con una quota del 23%, mostrano margini di crescita ma non sono ancora in grado di sopperire alla mole di energia richiesta da un sistema industriale complesso e da una rete di trasporti che continua a bruciare derivati del petrolio.

La sfida della transizione, insomma, si gioca su terreni ben più accidentati di quanto lascino intendere le dichiarazioni di intenti, e i numeri del bollettino Polaris offrono una fotografia realistica di un Paese che, per garantire la sicurezza energetica, deve fare affidamento su una macchina logistica imponente, fatta di depositi sotterranei, navi metaniere e rigassificatori di ultima generazione.

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