La guerra legale di Cloudflare con Agcom e Serie A, mentre il Ceo va da Trump

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La partita, che vede contrapporsi l'autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni e la Lega Serie A da una parte, e il colosso statunitense dei servizi web Cloudflare dall'altra, non accenna a placarsi, anzi si arricchisce di nuovi capitoli e potenziali sviluppi internazionali. La vicenda, nata dalla sanzione da 14 milioni di euro inflitta all'azienda americana per violazione delle norme antipirateria a tutela del live sportivo, ha infatti superato i confini del dibattito tecnico-giuridico, trasformandosi in un confronto dai toni aspri e dalle implicazioni geopolitiche. Matthew Prince, amministratore delegato di Cloudflare, ha annunciato pubblicamente, attraverso un post su X, una battaglia che non sarà solo legale, minacciando persino di rivedere gli investimenti e i servizi offerti in Italia, con un particolare riferimento alla prossima edizione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Una mossa, la sua, che ha sollevato non poche polemiche e che ha spinto la Lega a replicare con durezza, definendo quelle dichiarazioni un "cumulo di mistificazioni, minacce e falsità" e ribadendo come la sanzione riguardi esclusivamente la protezione del diritto d'autore.

La linea dura della Lega e le parole di De Siervo

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Serie A, intervenendo attraverso un'intervista, ha respinto con fermezza le argomentazioni di Prince, sottolineando come nessuna azienda possa considerarsi al di sopra delle leggi, in particolare di quelle europee. Dalle sue parole traspare una percezione di "aggressività" e di "senso di superiorità" da parte dell'azienda statunitense, che sembra voler sfidare un sistema normativo consolidato. De Siervo, poi, ha anticipato una strategia offensiva anche verso gli utenti finali, annunciando l'intenzione di richiedere un risarcimento di "mille euro a tutti quegli utenti che" accedono illegalmente ai contenuti, segnalando così un possibile inasprimento delle azioni legali a tutto campo, non solo contro gli intermediari tecnologici ma anche contro i consumatori.

La missione a Washington e lo scenario internazionale

Proprio in queste ore, il conflitto sembra destinato a salire di livello. Il Ceo di Cloudflare, infatti, si recherà a Washington per un incontro con l'amministrazione del presidente Donald Trump, al fine di sollecitare un intervento diretto degli Stati Uniti nella disputa con l'Agcom. Questa mossa dimostra come la società cerchi un appoggio politico di alto profilo, interpretando la sanzione italiana non come una questione di mera applicazione del copyright, ma come un potenziale precedente capace di influenzare le politiche digitali globali. Dall'altra parte, sia l'Agcom che la Lega Serie A paiono determinate a non arretrare di un millimetro, consapevoli che l'esito di questo braccio di ferro potrebbe ispirare normative simili in altre nazioni, rendendo l'Italia un caso di studio osservato con attenzione in tutto il mondo.

Le divisioni interne all'Agcom e il nodo giuridico

All'interno dell'autorità di regolazione, tuttavia, non sembra esserci un fronte completamente compatto. Come emerso in varie occasioni, la commissaria Elisa Giomi mantiene una linea interpretativa che si discosta, per sensibilità e approccio, da quella adottata nella decisione contro Cloudflare. Questa frattura, sebbene non abbia impedito l'emissione della multa, introduce un elemento di complessità nel quadro regolatorio italiano, evidenziando come la stessa applicazione delle norme antipirateria possa essere soggetta a diverse letture. Il cuore della contesa rimane, in ogni caso, giuridico: da un lato, la difesa del modello di business e dell'operato tecnico di Cloudflare, che si professa un mero fornitore di servizi di infrastruttura; dall'altro, l'insistenza delle parti italiane sull'obbligo di cooperazione attiva nella rimozione dei contenuti illeciti, considerato un dovere ineludibile per piattaforme e intermediari della rete.

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