Taglio dei fondi per le metropolitane, Milano, Roma e Napoli a rischio
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Redazione Interno
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La manovra di bilancio del governo, che pure aveva già sollevato non poche polemiche per le nuove imposte e i ridimensionamenti di spesa in diversi dicasteri, riserva un’ulteriore sforbiciata, particolarmente significativa, ai trasporti pubblici su rotaia. Dalle tabelle allegate al documento, che elencano in maniera dettagliata i rifinanziamenti, i definanziamenti e le riprogrammazioni, emerge infatti una riduzione consistente delle risorse destinate alle metropolitane di tre grandi città italiane: Milano, Roma e Napoli. Una scelta, questa, che rischia di compromettere progetti in corso e la stessa programmazione futura della mobilità sostenibile in aree metropolitane già gravate da un cronico deficit infrastrutturale.
Milano, la linea M4 perde 15 milioni
Per la linea M4 di Milano, la cosiddetta “linea blu” che sta progressivamente rivoluzionando gli spostamenti nella città meneghina, è previsto un taglio di 15 milioni di euro per il prossimo esercizio finanziario. La notizia, circolata in seguito alla pubblicazione delle prime bozze della manovra, ha immediatamente allarmato le istituzioni locali. Jonathan Lobati, presidente della Commissione Infrastrutture di Regione Lombardia, ha espresso, a titolo personale ma anche come esponente di Forza Italia, una “forte preoccupazione” per una decisione che considera dannosa. “La metropolitana M4”, ha dichiarato Lobati, “rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per Milano, ma per l’intero sistema della mobilità lombarda”, sottolineando come quel finanziamento sia vitale per il completamento e il potenziamento di un’opera di pubblica utilità.
L’allarme per Roma e la linea C
La situazione appare ancor più critica per la capitale, dove la manovra finanziaria per il 2026 prevede una revoca di ben 50 milioni di euro destinati alla linea C della metropolitana. Un colpo, questo, definito inaspettato e potenzialmente paralizzante per lo sviluppo della rete di trasporto pubblico. L’assessore alla Mobilità del Campidoglio, Eugenio Patané, ha lanciato un chiaro grido d’allarme, commentando con amarezza che una simile scelta “vorrebbe dire colpire Roma” nel suo insieme. Le conseguenze pratiche di questo taglio potrebbero essere immediate e gravi, poiché si profilano ritardi nella stipula della convenzione con Roma Metropolitane per l’anno a venire, con il concreto pericolo di bloccare lavori già pianificati e di inficiare gli accordi per l’acquisto di nuovo materiale rotabile.
Le rassicurazioni dal ministero
Di fronte alle proteste e alle legittime preoccupazioni sollevate dalle amministrazioni cittadine, dal ministero competente sono arrivate, seppur con un linguaggio cauto, delle rassicurazioni. Un portavoce dell’esecutivo ha infatti affermato che si sta “al lavoro per scongiurare i tagli”, lasciando intendere una possibile riconsiderazione della misura nelle fasi successive dell’iter parlamentare della manovra. Tuttavia, la presenza nero su bianco di quelle voci di definanziamento nelle tabelle ufficiali continua a generare un comprensibile scetticismo, alimentando il timore che, nonostante le dichiarazioni di intenti, le metropolitane di Milano, Roma e Napoli possano vedersi effettivamente private di risorse fondamentali per il loro sviluppo e la loro piena operatività.




