Taglio dei fondi per le metropolitane, scatta l'allarme dei sindaci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una riga, quasi impercettibile, all'interno dei tabellari della manovra finanziaria ha sollevato un polverone, rivelando come siano stati sottratti, senza alcun preavviso, quasi cento milioni di euro destinati a opere di mobilità pubblica già avviate. La decisione, che priva di ossigeno progetti fondamentali per Roma, Milano e Napoli, ha immediatamente scatenato le reazioni dei primi cittadini e degli amministratori locali, i quali vedono gravemente minacciato il completamento di infrastrutture attese da anni. A confermare la portata dei cosiddetti "definanziamenti" è stato lo stesso Antonio Tajani, il quale, pur appartenendo alla maggioranza di governo, non ha esitato a puntare il dito contro i suoi alleati, denunciando pubblicamente la pericolosa scelta di tagliare risorse a cantieri strategici per il paese.

Le cifre del taglio e le reazioni politiche

Nel dettaglio, la manovra prevede una riduzione di cinquanta milioni per la Metro C di Roma, una cifra che, se confermata, rischia di paralizzare l'iter amministrativo e di bloccare la firma della convenzione con Roma Metropolitane. A Milano, invece, sono quindici i milioni in meno per la M4, mentre altri quindici vengono sottratti al collegamento ferroviario Napoli–Afragola; a questi si sommano, poi, tredici milioni tagliati dal fondo per la mobilità sostenibile, un segnale che molti hanno interpretato come una marcia indietro sugli impegni per il trasporto pubblico. Tajani, da parte sua, ha cercato di smorzare i toni affermando che "i fondi si possono sempre rimodulare", ma ha tenuto a precisare, con fermezza, che l'importante è che non ci siano tagli netti, né per Roma, né per Milano, né per Napoli.

La situazione a Roma e l'allarme dell'assessore

A Roma, l'assessore capitolino Eugenio Patanè ha lanciato un allarme molto preciso, spiegando come i cinquanta milioni mancanti metterebbero a repentaglio, in particolare, la tratta T1 della metro C. Quest'ultima, il cui cantiere dovrebbe aprire nel 2026, è destinata a collegare la Farnesina a piazzale Clodio, un'infrastruttura considerata vitale per decongestionare il traffico in un'area della capitale da sempre soggetta a criticità. La preoccupazione, dunque, non è solo per il futuro, ma per un'opera il cui percorso amministrativo e progettuale è già in una fase avanzata, e che senza quelle risorse rischia di arenarsi definitivamente.

Le rassicurazioni dal governo e la replica da Napoli

Dalle fila del governo, intanto, sono arrivate rassicurazioni forzate, accompagnate da accuse di strumentalizzazione politica. Un esponente di spicco ha definito "assolutamente prive di fondamento" le critiche mosse dall'opposizione, sostenendo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stia investendo ingenti risorse, specialmente nel Mezzogiorno, per invertire una tendenza negativa consolidatasi in passato. Ha quindi garantito che la metropolitana Napoli–Afragola sarà portata a termine, chiedendo al contempo "piena sintonia e lealtà" ai propri alleati in vista delle prossime elezioni regionali, una richiesta che lascia trasparire le tensioni all'interno della maggioranza.

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