Domenica 22 febbraio, il giorno della chiusura: ultime gare e italiani in cerca di gloria
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Redazione Sport
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Si avvia verso il suo epilogo la rassegna a cinque cerchi di Milano Cortina 2026, e la giornata di domenica 22 febbraio, la sedicesima e ultima, si presenta con un programma che, seppur ridotto nel numero di finali, conserva intatto il suo fascino e il suo peso specifico nella distribuzione delle ultime medaglie. Le cronache di questi Giochi, che hanno regalato all’Italia un bottino di podi senza precedenti, si apprestano a scrivere l’ultima pagina, con gli Azzurri pronti a giocarsi le residue carte in un paio di discipline prima della cerimonia di chiusura in programma la sera a Verona. Non vi è dubbio, osservando il calendario, che l’attenzione del pubblico di casa si concentrerà principalmente su due appuntamenti: le ultime discese del bob a quattro e la massacrale 50 chilometri di sci di fondo in tecnica classica.
I cronoprogrammi dell’ultimo giorno: bob e fondo nel cuore della domenica
La macchina olimpica si avvia alla conclusione con le ultime gare in programma, distribuite tra la mattina e il primo pomeriggio. Si comincia presto sul fronte del bob, specialità che assegnerà l’ultimo suo Titolo con la gara del bob a quattro maschile. Gli italiani seguiranno con apprensione e speranza le gesta dell’equipaggio guidato da Patrick Baumgartner, composto insieme a lui da Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea. Per loro è in programma la terza run alle 10:00, per poi sperare di essere tra i venti equipaggi qualificati alla quarta e decisiva discesa, in programma alle 12:15, quella che assegnerà le medaglie. Una sequenza di manche, questa, che richiede concentrazione massima e polso fermo, qualità indispensabili su un tracciato che non perdona.
Parallelamente, e con orario di inizio identico, le 10:00, prenderà il via una delle gare più iconiche e spettacolari dell'intero programma olimpico invernale: la 50 km femminile di sci di fondo a tecnica classica con partenza in linea. Sarà Anna Comarella a difendere i colori azzurri in questa frazione che rappresenta un autentico rompiscatole per atlete e appassionati, una prova di resistenza fisica e mentale che si deciderà soltanto dopo ore di fatica sul tracciato di fondo. L'assenza, peraltro, di Federico Pellegrino dalla corrispondente gara maschile, disputatasi il giorno prima a causa di uno stato influenzale che ne ha impedito la partecipazione, rende ancora più sentita la necessità di una prestazione di spessore da parte del team femminile, chiamato a raccogliere un testimone pesante.
Le residue speranze di allungare una striscia da record
Se si volge lo sguardo al medagliere, l'Italia si presenta all'ultimo atto forte di un bottino che ha già superato ogni più rosea aspettativa della vigilia, toccando quota trenta podi complessivi. Un traguardo, questo, che ha proiettato la spedizione azzurra in una dimensione statisticamente inesplorata, frutto di una combinazione vincente di talento, preparazione e, innegabilmente, di quel fattore emotivo dato dal gareggiare tra le mura amiche. Sarebbe mancata, però, per un soffio, la ciliegina sulla torta rappresentata da un piazzamento tra le prime tre nazioni nel medagliere complessivo, obiettivo sfumato forse dopo l'euforia generata dalla storica doppietta nello ski cross firmata Simone Deromedis e Federico Tomasoni, un'impresa che per alcune ore ha fatto sognare l'impresa.
Ora, nell'ultimo giorno, le chance per incrementare il computo delle medaglie sono affidate a pochi, selezionati interpreti. Nel bob a quattro, Baumgartner e i suoi compagni cercheranno di ripetere le buone prestazioni mostrate in stagione, consapevoli che in una specialità dove i centesimi di secondo separano il trionfo dall'oblio, anche un solo errore nella run finale può vanificare settimane di lavoro. La loro presenza in finale, qualora dovessero centrarla, rappresenterebbe già un risultato di prestigio, ma l'ambizione, naturalmente, è quella di giocarsi un piazzamento di rilievo, magari lottando per quella zona podio che regalerebbe un'ultima immagine tricolore sotto la griglia di arrivo. Discorso diverso, e forse ancor più complesso, per Anna Comarella nella 50 km: la fondista azzurra si troverà ad affrontare un plotone di favorite internazionali di altissimo livello, contro le quali l'arma tattica e la gestione oculata delle energie, in una gara di pura resistenza come la mass start classica, potranno rivelarsi le uniche chiavi per aprire uno spiraglio e centrare un risultato che avrebbe il sapore dell'impresa.
Le ultime scintille dal ghiaccio e il gran finale
Mentre gli occhi degli italiani saranno puntati sui comprensori sciistici e sulla pista di bob, l’ultima giornata olimpica riserverà spazio anche ad altri eventi di primissimo piano, seppur senza rappresentanti azzurri. Sul ghiaccio dell'Arena di Milano andrà in scena la finalissima del torneo maschile di hockey, un appuntamento che da solo vale il prezzo del biglietto e che metterà di fronte, con ogni probabilità, le due superpotenze nordamericane, Stati Uniti e Canada, in una sfida dal sapore antico e dalla carica emotiva incomparabile. Una partita, quella in programma per le 14:10, che catalizzerà l'attenzione degli appassionati di tutto il mondo, rappresentando il classico dentro o fuori che può decidere l'umore di un'intera nazione al termine di quindici giorni di competizioni. A ciò si aggiunga la finale di curling femminile, che assegnerà l'ultimo titolo del ghiaccio prima del passaggio di consegne alla cerimonia conclusiva.
E proprio la cerimonia di chiusura, in programma alle 20:00 all'Arena di Verona, metterà ufficialmente il punto fermo su questa edizione dei Giochi. Un evento, quello veronese, che si preannuncia carico di significati e di richiami alla cultura italiana, chiamato a salutare gli atleti di tutto il mondo e a spegnere il braciere olimpico dopo aver celebrato, per l'ultima volta, i campioni di questa edizione. Sarà il momento dei bilanci definitivi e dei saluti, l'occasione per ripercorrere mentalmente le imprese e le emozioni che hanno scandito questi giorni, consegnando alla storia un'Olimpiade che, per l'Italia, resterà comunque indimenticabile al di là di quello che accadrà nell'ultimo, decisivo scampolo di gare.




