Il Milan e la pressione sugli arbitri: Allegri chiede più serenità e meno polemiche in vista del recupero con il Como

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia del recupero infrasettimanale contro il Como, in programma mercoledì sera a San Siro, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa per analizzare non solo lo stato di forma della sua squadra ma anche, e soprattutto, per tornare sul tema caldo delle polemiche arbitrali che hanno infiammato l’ultimo turno di campionato. Il tecnico livornese, evitando accuratamente di aggiungere benzina al fuoco dopo le discussioni scaturite dal confronto di Torino tra Inter e Juventus, ha preferito allargare il discorso a una riflessione più ampia sul sistema e sulla gestione della pressione che grava sugli ufficiali di gara. “Queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre”, ha esordito Allegri riferendosi agli episodi controversi, sottolineando come il campionato italiano rimanga comunque “bellissimo” nonostante le inevitabili dispute. Una consapevolezza, la sua, che nasce da lontano e che affonda le radici in un’esperienza decennale sulla panchine di alto livello.

Piuttosto che alimentare l’ennesima polemica, Allegri ha spostato l’attenzione su quello che secondo lui è il vero nodo della questione: il contesto di esasperazione in cui gli arbitri sono costretti a operare. “Sarebbe molto importante togliere un po’ di pressione dagli arbitri”, ha dichiarato l’allenatore, evidenziando come l’abbassamento dell’età media della classe arbitrale e la velocità folle del calcio moderno rendano il loro compito oggettivamente complesso. Una riflessione che ha poi legato al valore economico e sportivo della posta in gioco, perché “la qualificazione in Champions League è una questione di vita o di morte dal punto di vista economico per le società”, un fattore che inevitabilmente amplifica la tensione attorno a ogni singola decisione. In questo senso, il riferimento al passato è servito per mettere in prospettiva gli eventi: interrogato sul famigerato gol fantasma di Muntari, Allegri ha tagliato corto, chiarendo che “quello scudetto non lo abbiamo perso per quell’episodio lì, ma per quello che è successo dopo”.

Verso il Como e il rebus formazione tra infortuni e rientri

Sul fronte prettamente tecnico, la sfida contro il Como di Cesc Fabregas si presenta come un crocevia importante per le ambizioni rossonere. Una vittoria permetterebbe al Milan di portarsi a -5 dall’Inter capolista, approfittando del successo nerazzurro nel derby d’Italia, e di allungare ulteriormente una striscia positiva che dura da 23 partite. “Dovremo essere bravi a preparare e giocare al meglio questa gara”, ha spiegato Allegri, “servirà una prestazione ordinata e bisognerà avere pazienza”. Un monito, il suo, contro un avversario che definisce “in piena lotta per la Champions” e che, guidato dall’ex centrocampista spagnolo, sta dimostrando di potersela giocare con tutti. Il tecnico ha elogiato il lavoro di Fabregas, definendolo “importante” e respingendo al mittente qualsiasi tentazione di ridurre il confronto a una sfida tra filosofie opposte, tra “giochisti” e “risultatisti”.

In mediana, l’assenza di Rabiot, fermato dal giudice sportivo dopo l’espulsione rimediata nell’ultimo turno, rappresenta l’unica defezione certa, anche se Allegri si è detto fiducioso sulle alternative a disposizione. Buone nuove arrivano dal fronte infortunati, con il rientro di Saelemaekers, che sarà regolarmente a disposizione. Qualche punto interrogativo, invece, riguarda le condizioni di Pulisic, alle prese con un “mezzo fastidio” che verrà valutato nelle ore precedenti al match, e di Gimenez, il cui reinserimento è previsto a breve. Per quanto riguarda Rafael Leao, l’allenatore è apparso cautamente ottimista, evitando di sbilanciarsi in percentuali: “Faccio fatica a dire la percentuale, diciamo che sta bene e ha fatto un buon allenamento anche ieri”. Una gestione attenta delle risorse, in vista di un finale di stagione che si preannuncia rovente e nel quale, come ha concluso Allegri parlando del Pallone d’Oro Modric, servirà la qualità dei “grandi campioni”.

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