Scontri a Bologna, misure cautelari per i cinque arrestati: tre minorenni ai domiciliari, uno resta in comunità
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Redazione Interno
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Il tribunale di Bologna ha definito il quadro delle misure cautelari per le cinque persone arrestate dopo gli scontri di sabato scorso davanti alla stazione ferroviaria. Tre dei minorenni coinvolti sono stati collocati agli arresti domiciliari, con la possibilità di uscire per frequentare la scuola, mentre per il quarto è scattato l’obbligo di permanenza nella comunità in cui risiede. L’unico maggiorenne del gruppo, un ventunenne bolognese, è stato invece scarcerato con l’obbligo di firma.
La decisione arriva al termine delle udienze di convalida che si sono tenute davanti al giudice per le indagini preliminari, dopo che i quattro under 18 avevano trascorso tre notti nella struttura di prima accoglienza di via del Pratello.
La posizione del ventunenne e le accuse contestate
Il ventunenne, studente universitario di archeologia e incensurato, era comparso davanti al gip dopo quasi tre giorni ai domiciliari. Le contestazioni a suo carico riguardano la violenza a pubblico ufficiale per il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine e la resistenza aggravata, quest’ultima ipotizzata perché avrebbe provocato lesioni giudicate guaribili in tre giorni a un agente.
Difeso dall’avvocato Ettore Grenci, il giovane aveva riportato a sua volta una frattura al setto nasale e una ferita a un sopracciglio durante l’arresto, circostanza finita al centro dell’attenzione della difesa. Nel corso della manifestazione, secondo il bilancio della questura, sono stati settantacinque gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti, diciotto dei quali con prognosi comprese tra i dieci e i trenta giorni.
Il dolore del padre della sedicenne e il profilo degli arrestati
Fuori dal carcere minorile del Pratello, in attesa dell’esito dell’udienza, si è presentato il padre di una delle ragazze arrestate, una sedicenne italiana di origini tunisine residente a Imola. L’uomo, arrivato in treno, ha parlato in lacrime delle condizioni della figlia, spiegando che si trova nella struttura da tre giorni e che soffre di asma. «Tutti sbagliano, anche gli adulti», ha detto il padre, aggiungendo di essere disposto a dare la propria vita per lei.
La sedicenne, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata trovata in possesso di un coltello monofilare di diciotto centimetri e di due paia di forbici con punte acuminate. Gli altri arrestati sono tutti incensurati: tra loro ci sono studenti delle scuole superiori residenti in provincia di Bologna e un minore straniero non accompagnato, ospite di una comunità cittadina, che stava per iniziare un corso di formazione professionale.
Le indagini in corso e l’analisi dei filmati
Sul fronte investigativo, in procura a Bologna si è svolto un vertice tra il procuratore Paolo Guido e i vertici della Digos e della polizia postale per fare il punto sulla ricostruzione dei fatti. Al momento non risultano altri indagati oltre alle persone già coinvolte, ma gli accertamenti non sono conclusi: gli inquirenti dovranno esaminare i numerosi filmati raccolti durante la manifestazione per ricostruire le singole condotte e individuare eventuali ulteriori responsabilità.
La giornata di sabato aveva visto la protesta contro il caro vita culminare in episodi di guerriglia urbana nella zona della stazione, con il lancio di bottiglie, pietre e fumogeni contro gli agenti schierati, l’incendio di cassonetti e il danneggiamento di vetrine ed esercizi commerciali. Le forze dell’ordine avevano risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi più violenti.
I danni e il quadro delle contestazioni
Oltre ai cinque arrestati, sette persone sono state denunciate a piede libero e una cinquantina identificate nel corso degli accertamenti. Le accuse formulate a vario titolo nei confronti degli arrestati comprendono resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento aggravato e travisamento durante una manifestazione pubblica. Sul fronte dei danni, una prima stima elaborata dall’Ascom per le attività commerciali colpite supera i cinquecentomila euro, con esercizi chiusi e arredi distrutti nella zona di piazzale Medaglie d’Oro.
La procura continua a lavorare sull’analisi del materiale video, mentre le posizioni dei quattro minorenni restano affidate alle misure disposte dal tribunale per i minorenni.
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