Scontri a Bologna, misure cautelari per i cinque arrestati: tre minorenni ai domiciliari con deroga per la scuola
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Redazione Interno
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Il tribunale di Bologna ha definito il quadro delle misure cautelari per le cinque persone arrestate durante gli scontri avvenuti sabato pomeriggio davanti alla stazione ferroviaria.
Per tre dei quattro minorenni fermati è stata disposta la permanenza domiciliare, con la possibilità di uscire esclusivamente per recarsi a scuola; il quarto minorenne, un diciassettenne ospitato in una struttura per minori non accompagnati, dovrà invece rimanere nella comunità in cui risiede, con l'obbligo di rientrare tra le mura domestiche nelle ore notturne e di mantenere i contatti con i servizi della giustizia minorile. L'unico maggiorenne del gruppo, un ventunenne bolognese, è stato rimesso in libertà con l'obbligo di firma, nonostante la procura avesse richiesto gli arresti domiciliari.
I quattro under 18 avevano trascorso tre notti nel centro di prima accoglienza di via del Pratello.
Il racconto del padre della sedicenne
Fuori dal tribunale minorile del Pratello, in attesa dell'esito dell'udienza, si è consumato il dramma di Ali, padre di una delle ragazze arrestate. L'uomo, ingegnere edile arrivato in treno dalla provincia di Imola, ha espresso tutta la sua disperazione per le condizioni della figlia sedicenne, di origini tunisine, che soffre di asma e che da tre giorni si trovava nella struttura di accoglienza. «Tutti sbagliano, anche gli adulti. Ora darei la mia vita per mia figlia», ha dichiarato in lacrime il genitore, spiegando di non capacitarsi di quanto accaduto e di aver appreso della vicenda solo attraverso un video ricevuto tramite i social network. Il padre ha sottolineato come la ragazza, italiana di seconda generazione, sia una studentessa che si occupa del fratello minore con disabilità, definendola una persona che non sa difendere nemmeno se stessa.
La ricostruzione delle udienze di convalida
Nel corso delle udienze, tutti gli arresti sono stati convalidati dal giudice per le indagini preliminari. Per i minorenni, il pubblico ministero aveva inizialmente avanzato richieste più severe, including l'affidamento a una comunità di recupero, ma il giudice ha optato per misure meno afflittive. Uno dei sedicenni italiani coinvolti, difeso dall'avvocato Antonio Francesco Rizzuto, ha ammesso davanti al giudice di aver lanciato alcuni sampietrini contro gli agenti durante la concitazione della manifestazione, pur dichiarando di non essere arrivato a Bologna con intenti violenti.
Il suo legale ha descritto entrambi i propri assistiti come ragazzi che hanno compreso di aver sbagliato. La sedicenne e un altro giovane, assistiti dagli avvocati Alessandra Aiello e Barbara Renzullo, potranno lasciare le proprie abitazioni solo per frequentare le lezioni scolastiche.
La posizione del ventunenne e i provvedimenti della questura
La vicenda giudiziaria del ventunenne, studente universitario incensurato, presenta contorni distinti rispetto a quella dei minorenni. Il giovane, che durante gli scontri ha riportato la frattura del setto nasale e una ferita al sopracciglio, ha depositato una dichiarazione scritta in cui sostiene di essere stato placcato alle spalle da più agenti e di non aver potuto opporre alcuna resistenza materiale.
Il giudice ha convalidato l'arresto ma ha escluso la gravità indiziaria per il reato di resistenza, ritenendo la versione del ragazzo più compatibile con i traumi documentati dai referti medici. Oltre ai cinque arresti, la questura ha emesso ulteriori dieci provvedimenti di prevenzione nei confronti di altri partecipanti agli scontri, tra cui fogli di via e divieti di accesso alle aree urbane. I disordini, iniziati nel pomeriggio con un corteo non autorizzato contro il carovita, hanno causato danni a vetrine, arredi urbani e mezzi pubblici, con un bilancio di decine di agenti feriti.
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