Rapina in villa a Cenate Sopra, eseguite cinque misure cautelari: due in carcere e due ai domiciliari
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Redazione Interno
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L’alba dell’11 febbraio ha segnato una svolta decisiva per le indagini relative a un colpo messo a segno lo scorso ottobre in provincia di Bergamo, quando una villa era stata presa d’assalto da un gruppo di malviventi armati di ascia e pistola. I carabinieri della Sezione operativa di Bergamo, coadiuvati dai colleghi del comando provinciale di Brescia e sotto il coordinamento della Procura, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato al fermo di cinque persone, tutte ritenute a vario Titolo responsabili di una rapina pluriaggravata. Le misure, diversificate in base al ruolo ricoperto durante l’assalto, hanno visto due individui condotti in carcere, due ristretti agli arresti domiciliari e un quinto, quello che secondo la ricostruzione investigativa fungeva da palo, sottoposto all’obbligo di dimora.
L’episodio, che risale alla sera del 6 ottobre 2024, aveva gettato nel terrore gli occupanti della residenza di Cenate Sopra, un piccolo comune della Val Cavallina. Mentre il proprietario, un imprenditore della zona, era assente, la nuora si trovava sola nell’abitazione quando quattro uomini, con il volto coperto da passamontagna e armati rispettivamente di una pistola e di un’ascia, hanno fatto irruzione. La quinta persona, rimasta all’esterno, aveva il compito di vigilare e segnalare tempestivamente eventuali arrivi delle forze dell’ordine o di altri disturbatori. Una volta all’interno, i malviventi hanno immobilizzato la donna, minacciandola e costringendola a consegnare ciò che aveva di valore: un orologio, un paio di orecchini e due anelli, per un bottino complessivo che, stando alle prime stime, non sarebbe stato particolarmente ingente.
L’incubo della vittima e la diretta da remoto del suocero
La dinamica della rapina, durata complessivamente una trentina di minuti, è stata ricostruita con precisione grazie anche al contributo delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza della proprietà. Un aspetto particolarmente angosciante per i familiari è stato il fatto che l’imprenditore, collegato da remoto al sistema di videosorveglianza, ha assistito in diretta a tutta la scena: ha visto i malviventi introdursi nella villa, ha osservato le loro mosse e ha dovuto assistere impotente al momento in cui la nuora è stata minacciata e costretta a chiudersi in una stanza, con l’intimazione di non uscire fino a quando non fossero fuggiti. È stato proprio l’imprenditore a lanciare l’allarme, contattando immediatamente il 112, ma nonostante la rapidità dell’intervento delle pattuglie, i rapinatori erano già riusciti a dileguarsi a bordo di un’utilitaria bianca, facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini, che si sono protratte per diversi mesi, hanno consentito agli investigatori di comporre il mosaico delle responsabilità. Attraverso l’analisi incrociata dei filmati di sorveglianza, dei tabulati telefonici che hanno permesso di geolocalizzare i movimenti dei sospettati e delle testimonianze raccolte, i carabinieri sono risaliti all’identità dei cinque presunti autori. Si tratta di uomini di età compresa tra i 26 e i 54 anni, tre di nazionalità italiana e due di origine albanese, residenti tra le province di Bergamo e Brescia. Per ciascuno di loro è stato possibile individuare il ruolo specifico ricoperto all’interno del commando, un dettaglio che ha poi determinato la differente gradazione delle misure cautelari richieste e ottenute dal giudice per le indagini preliminari.
Un secondo colpo a Milano e il ritrovamento di armi e droga
Il lavoro degli inquirenti non si è però limitato al solo episodio di Cenate Sopra. Durante le attività investigative, è emerso un quadro indiziario che ha collegato tre dei cinque indagati anche a un’altra rapina, messa a segno il successivo 22 ottobre a Milano. In quella circostanza, la stessa manovalanza avrebbe preso di mira la titolare di un compro oro mentre stava effettuando un deposito di preziosi presso una fonderia. Un particolare, quest’ultimo, che ha permesso di accelerare le indagini anche su quel fronte, confermando una certa professionalità e una pericolosità sociale che andava al di là del singolo colpo in villa.
Per uno degli indagati, inoltre, le verifiche hanno portato al sequestro di 19.570 euro in contanti, oltre a 13 grammi di marijuana e una dose di hashish, circostanza per cui è stato denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un altro dei destinatari della misura cautelare è stato trovato in possesso di dieci cartucce calibro 32 detenute illegalmente, mentre un terzo aveva con sé una pistola a salve priva del tappo rosso, che ne permette la riconoscibilità; entrambi sono stati pertanto denunciati per detenzione abusiva di munizioni e armi.




