Sony indica Bungie tra le cause del calo di profitti, mentre Marathon conferma la sua corsa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Mentre l'attesa per il nuovo video documentario sul suo sviluppo continua ad accumularsi, attorno a "Marathon", l'atteso sparatatto a estrazione di Bungie, si addensano nubi che vanno ben al di là dei puri aspetti creativi. Lo studio, che nel frattempo non ha mai interrotto la fase di rodaggio interno, ha condotto sessioni di prova su vasta scala coinvolgendo circa ottantamila giocatori attraverso le principali piattaforme, un'attività che, sebbene non pubblica, ha permesso di raccogliere dati preziosi per l'evoluzione del progetto. Questa fase di test silenziosa rappresenta un elemento cruciale, poiché segue la decisione, presa lo scorso giugno, di posticipare in maniera indefinita il lancio a causa dei feedback non esaltanti emersi dalla beta, una mossa che aveva già sollevato non poche perplessità.
La pressione finanziaria di Sony
La situazione si è tuttavia complicata ulteriormente, trasformando "Marathon" da semplice titolo di punta in una variabile critica per la stabilità finanziaria percepita di Bungie. Il colosso nipponico Sony, che aveva acquisito la software house nel 2022 con grandi aspettative, ha puntato un dito molto accusatorio verso di essa in occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre dell'anno fiscale. Lin Tao, Chief Financial Officer del gruppo, durante la consueta conference call con gli analisti, ha indicato senza giri di parole Bungie come una delle cause primarie del calo di profitti registrato nel settore Games and Network Services, un dato che ha inevitabilmente gettato una luce di preoccupazione sull'intera operazione.
La corsa contro il tempo per Marathon
Proprio in quel contesto, però, è arrivata anche una conferma ufficiale che delinea un orizzonte temporale preciso per il gioco. Nonostante i mesi di silenzio e le difficoltà interne che hanno caratterizzato lo sviluppo, la CFO di Sony ha ribadito che "Marathon" è ufficialmente previsto per il lancio entro il 31 marzo 2026, termine che coincide con la chiusura dell'anno fiscale in corso. Questa affermazione, se da un lato fuga i dubbi più radicali su un possibile abbandono del progetto, dall'altro carica Bungie di una pressione operativa senza precedenti, chiamata a consegnare un prodotto di successo in uno scenario dove ogni intoppo viene ora ingigantito dalle performance economiche del suo editore.
Uno sviluppo sotto esame
Lo sviluppo del titolo, che ambisce a rivitalizzare l'omonimo classico trasformandolo in un esperienza PvP moderna e competitiva, procede dunque secondo quanto pianificato, ma si trova a dover bilanciare l'ambizione creativa con le ristrettezze dettate da un contesto finanziario divenuto improvvisamente più ostile. Le sessioni di test su PC, PlayStation e Xbox, che hanno coinvolto una platea ristretta ma significativa di utenti, continuano a fornire quel feedback necessario per affinare i meccanismi di gioco, in un lavoro meticoloso che mira a correggere quanto emerso nelle fasi iniziali. La partita, per Bungie, non si gioca più soltanto sul fronte della qualità del prodotto, ma anche su quello, altrettanto delicato, della fiducia dei suoi nuovi proprietari.




