Influenza, la variante K fa salire i contagi in Campania mentre si avvicina il Natale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Sono circa cinquantamila, secondo le stime dei medici di famiglia, i campani che in questi giorni sono costretti a letto dai sintomi influenzali, un numero che i sanitari si aspettano di vedere crescere nel corso delle imminenti festività, quando le occasioni di incontro e di ritrovo, dai pranzi familiari agli aperitivi con gli amici, moltiplicheranno le possibilità di contagio. Luigi Sparano, segretario provinciale di Napoli della Fimmg, segnala come la sintomatologia sia mutata rispetto alle scorse settimane: se inizialmente, infatti, si presentava in forme piuttosto lievi e con disturbi prevalentemente a carico dell'apparato gastrointestinale, adesso si osservano con maggiore frequenza problemi respiratori, come tosse e raffreddore, anche se – è una precisazione importante – al momento non si registrano complicanze diffuse tra la popolazione.
Le caratteristiche della cosiddetta 'super influenza'
A caratterizzare questa fase dell'epidemia stagionale, che a livello nazionale ha già superato gli ottocentomila casi in una sola settimana, è la diffusione della variante K del virus A/H3N2, un sottoclade che ha cominciato a circolare in modo significativo già dalla scorsa estate, contribuendo a un anticipo della stagione influenzale in diverse nazioni. Sebbene il nome possa evocare memorie poco rassicuranti, gli esperti virologi tendono a smorzarne gli allarmismi: Fabrizio Maggi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani, la descrive come forse un po' più contagiosa e duratura rispetto ai ceppi incontrati lo scorso inverno, con rischi maggiori soprattutto per le persone più fragili, ma senza quelle caratteristiche di particolare aggressività che in molti temevano.
L'effetto moltiplicatore delle feste e la corsa al vaccino
Il vero nodo, tuttavia, è rappresentato dal timing della sua diffusione, che coincide perfettamente con il periodo di massima mobilità e socialità dell'anno. Baci, abbracci e la condivisione di spazi al chiuso durante le feste diventano, loro malgrado, potenti vettori per il virus, creando quello che gli infettivologi definiscono un "effetto moltiplicatore" in grado di far impennare i numeri, con stime che parlano di un possibile milione di nuovi contagi proprio a ridosso del Natale. Di fronte a questo scenario, gli specialisti ribadiscono l'importanza della vaccinazione, incoraggiando anche chi non l'ha ancora fatta a ricorrere alla cosiddetta immunizzazione "last minute", che può ancora offrire una protezione significativa durante il picco epidemico previsto per le prossime settimane.
Il monitoraggio continuo e la situazione europea
La sorveglianza resta alta, come confermato da Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell'Osservatorio Virusrespiratori, poiché la variante K sta mostrando una capacità di circolazione particolarmente intensa non solo in Italia ma in tutto il continente europeo, travolgendo diversi paesi con numeri in rapida ascesa. L'aumento globale della percentuale di virus A/H3N2 rilevati negli ultimi mesi trova proprio in questa sottovariante uno dei suoi principali motori, un dato che spinge a mantenere un'attenta osservazione sull'evoluzione dei casi e sulle caratteristiche cliniche che manifesterà nelle diverse fasce della popolazione, senza trascurare l'impatto che un'ondata di malati così ampia potrebbe avere sui servizi sanitari territoriali.




