Influenza, la variante K del virus H3N2 accelera i contagi in Italia
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Redazione Salute
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La curva dei contagi, che già da settimane segna una preoccupante ascesa, ha registrato un'impennata con quasi settecentomila nuovi casi nell'ultimo periodo di monitoraggio, portando il totale a circa quattro milioni dall'inizio della stagione. Un'ondata, questa, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, con ambulatori sotto pressione e classi scolastiche, in particolare quelle dei bambini, significativamente decimate. L'attenzione degli esperti, in questo contesto, si sta focalizzando sulla circolazione di una specifica variante virale, la cosiddetta K, appartenente al ceppo A/H3N2, la cui dinamica di diffusione – come sottolineato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità – si è rivelata più ampia e rapida delle previsioni iniziali. Questo sottotipo, che negli ultimi anni aveva circolato in misura minore, si è presentato con caratteristiche nuove, essendo emerso in maniera marcata nell'emisfero australe, dove ha contribuito a prolungare la stagione influenzale oltre i consueti tempi.
L'identikit della variante e i sintomi
La variante K, la cui identificazione rientra nel normale processo di evoluzione dei virus influenzali, si manifesta con un corredo sintomatologico classico, sebbene particolarmente intenso. Febbre elevata, dolori muscolari e articolari diffusi, spossatezza marcata e sintomi respiratori come tosse e congestione nasale rappresentano, infatti, il quadro clinico più comune. L'aggressività con cui questo ceppo si sta diffondendo, trovando una popolazione con una ridotta immunità pregressa proprio a causa della sua scarsa circolazione negli anni precedenti, spiega in parte la rapidità con cui interi nuclei familiari o lavorativi vengono colpiti in sequenza. "L'influenza è arrivata e in modo molto chiaro", ha osservato una rappresentante dell'Ordine dei Medici, confermando l'evidenza empirica di quanto sta accadendo negli studi dei medici di famiglia e nei pronto soccorso.
L'efficacia del vaccino e la situazione globale
Uno dei punti cruciali analizzati dall'Oms riguarda la risposta dei vaccini antinfluenzali attualmente disponibili verso questa specifica variante. I dati preliminari, che si basano sulle esperienze maturate nell'emisfero Sud durante il suo inverno, indicherebbero che la composizione vaccinale offre comunque una protezione significativa, sebbene la perfetta corrispondenza tra il ceppo circolante e quelli contenuti nel vaccino non sia sempre totale. Questa protezione, come è noto, si traduce principalmente nella prevenzione delle forme gravi della malattia e delle complicanze, che possono richiedere il ricovero ospedaliero. La vigilanza resta alta, poiché la traiettoria osservata nell'altro emisfero, con un picco prolungato e sostenuto, suggerisce che anche in Italia si potrebbe assistere a un simile andamento, con una fase acuta che potrebbe protrarsi oltre le festività natalizie.
La sorveglianza e l'impatto sul territorio
Il sistema di monitoraggio RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità continua a fornire un quadro dettagliato dell'epidemia, tracciando non solo i numeri assoluti ma anche la prevalenza dei diversi virus in circolazione. Attualmente, il tipo A/H3N2 è responsabile di circa la metà di tutte le infezioni influenzali diagnosticate, una predominanza che sottolinea il ruolo centrale della sua variante K nell'attuale ondata. L'impatto sulla vita quotidiana è tangibile, con assenze dal lavoro che si moltiplicano e servizi essenziali che devono fare i conti con il personale ridotto per malattia. La situazione, per quanto critica, rientra nelle dinamiche attese per le sindromi epidemiche stagionali, ma la peculiarità di questo ceppo richiede una attenzione continua da parte delle autorità sanitarie, chiamate a gestire sia l'emergenza clinica immediata che la campagna di profilassi per gli anni a venire.




