Senza fissa dimora, il gelo acuisce lo storico conflitto tra Comune e Provincia
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Redazione Interno
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Il termometro, che a Bolzano si ostina a segnare temperature ben al di sotto dello zero, non è l’unico elemento ad aver gelato i rapporti, andando a scavare un solco ancora più profondo tra il Comune e la Provincia. La gestione delle persone senza dimora, costrette a cercare un giaciglio di fortuna nei parghi o lungo le sponde del fiume Isarco, rappresenta infatti il banco di prova più evidente di una tensione mai sopita, un dossier che le diverse amministrazioni che si sono succedute non hanno mai risolto. Circa un centinaio di individui, secondo le stime, affrontano le notti all’addiaccio, molti dei quali – fatto ancor più significativo – non hanno nemmeno richiesto l’accesso alle strutture d’emergenza attivate per l’ondata di gelo, preferendo l’intemperie a un letto caldo.
Il carico sbilanciato sul capoluogo
Da tempo il Comune alza la voce per denunciare quello che definisce uno squilibrio insostenibile, un contenzioso che trova conferma nei numeri. Se è vero, come sottolinea l’assessora comunale, che nelle strutture del capoluogo altoatesino sono ospitate oltre milleduecentocinquanta persone, con una tendenza in ulteriore crescita, nel resto del territorio provinciale l’accoglienza ne riguarderebbe poco più di un centinaio. Un divario macroscopico, quello tra Bolzano e gli altri comuni, che alimenta la polemica e che spinge l’amministrazione cittadina a chiedere, senza mezzi termini, che gli oneri vengano redistribuiti in maniera più equa, evitando di concentrare tutto il peso sulla città.
I nuovi posti letto e la gestione dell'emergenza
Proprio per far fronte all’emergenza climatica, la protezione civile ha allestito una struttura temporanea all’ex Alimarket, dove la Croce Rossa ha predisposto cinquanta posti letto aggiuntivi, gestendone l’ingresso a scaglioni. La notte di apertura ne ha visti occupati quattordici, mentre la stima per la seconda serata parlava di altri quindici ingressi, con l’obiettivo di riempire completamente i nuovi spazi entro pochi giorni. Un’operazione che, nonostante l’urgenza dettata dal freddo polare, ha proceduto senza intoppi, registrando una nottata tranquilla nella struttura, sebbene permangano resistenze e diffidenze da parte di alcuni che continuano a dormire all’aperto, in condizioni estreme dove nemque sette coperte sembrano sufficienti a contrastare il rigore dell’inverno.
Il nodo dei controlli e le inchieste in corso
Accanto alla questione della ripartizione territoriale dell’accoglienza, un altro aspetto che alimenta frizioni riguarda le procedure di accesso ai servizi. Lo scontro sui controlli di identità, ad esempio, rimane un punto dolente, toccando temi delicati come la privacy e la dignità della persona. In passato, episodi di cronaca nera hanno richiamato l’attenzione delle autorità giudiziarie sulla condizione dei senzatetto, portando a inchieste che hanno esaminato le dinamiche dei servizi sociali e le responsabilità nella presa in carico, senza però che questi sviluppi abbiano ancora prodotto una cornice operativa condivisa e definitiva.




