Braathen il più veloce nella prima manche del gigante di Kranjska Gora, Odermatt quinto a novantadue centesimi
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Redazione Sport
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Sulla neve della Podkoren, a Kranjska Gora, la prima manche del gigante maschile valido per la Coppa del Mondo ha registrato il miglior tempo di Lucas Pinheiro Braathen, il campione olimpico in carica che, lo scorso febbraio a Milano Cortina, ha regalato al Brasile la prima medaglia d'oro della sua storia ai Giochi invernali. Il 25enne nato a Oslo ma cresciuto tra la Norvegia e San Paolo, che dopo il ritiro del 2023 e il successivo passaggio sotto la bandiera della madre ha rivoluzionato la sua carriera, ha fermato il cronometro sull'1'10"36, un tempo che gli ha permesso di precedere di quattordici centesimi l'austriaco Stefan Brennsteiner e di trentacinque centesimi lo svizzero Loic Meillard, i quali completano una classifica provvisoria che lascia aperti scenari interessanti in ottica seconda manche. Il tracciato sloveno, come spesso accade, ha messo in luce le qualità tecniche degli specialisti, ma ha anche evidenziato qualche difficoltà per chi era dato favorito alla vigilia.
Un distacco contenuto che lascia sperare per la rimonta
L'austriaco Marco Schwarz, già quarto a ottantotto centesimi dal vertice, si inserisce tra i migliori, precedendo di appena quattro centesimi lo svizzero Marco Odermatt, il leader della classifica generale e della graduatoria di specialità che chiude la prima frazione al quinto posto con un ritardo di novantadue centesimi da Braathen, un margine che, seppur significativo, non sembra incolmabile per un atleta del suo calibro, considerando anche le rimonte cui il fuoriclasse elvetico ha abituato il pubblico nelle passate stagioni. Alle spalle dei primi cinque si piazzano Henrik Kristoffersen, sesto a novantasette centesimi, e Patrick Feurstein, settimo a un secondo e tredici, a testimonianza di una classifica corta e combattuta, dove i centesimi potrebbero fare la differenza nella discesa decisiva.
La prova degli azzurri tra Della Vite e le difficoltà di Vinatzer
Per quanto riguarda i colori azzurri, il migliore al momento è Filippo Della Vite, che con il ventesimo tempo a due secondi e diciassette chiude una prima manche non esaltante ma comunque in linea con le sue possibilità, lontano dalla zona podio ma con un margine di recupero che nella seconda run potrebbe permettergli di guadagnare qualche posizione. Più attardati gli altri italiani: Alex Vinatzer, che non riesce a trovare continuità dopo le recenti uscite, è ventiseiesimo a due secondi e cinquantotto, Giovanni Borsotti ventinovesimo a due secondi e novanta, mentre Luca De Aliprandini, scivolato al trentanovesimo posto, e Tobias Kastlunger, quarantaduesimo, dovranno accontentarsi di un piazzamento nelle retrovie. La seconda manche, con tracciatura norvegese e temperature in aumento, potrebbe rimescolare le carte, ma per gli azzurri appare già in salita l'ipotesi di un piazzamento di prestigio.
L'oro olimpico di Braathen e quel legame speciale con l'Italia
La prestazione di Braathen, che ha costruito il suo vantaggio grazie a linee pulite e a una sciata fluida, arriva a meno di un mese di distanza dal trionfo olimpico che lo ha consegnato alla storia dello sport sudamericano, lui che aveva annunciato un ritiro a soli ventitré anni per contrasti con la federazione norvegese riguardo ai diritti d'immagine e che invece, dopo una pausa di riflessione, ha trovato la forza di rimettersi gli sci per inseguire un sogno diverso sotto una bandiera diversa, quella del paese della madre. Il suo legame con l'Italia, del resto, è noto: lo stesso Braathen ha spesso raccontato di trascorrere gran parte della pausa estiva a Milano, città dove possiede un'abitazione e dove si sente in qualche modo a casa, un aspetto che rende ancora più speciale la sua affermazione alle Olimpiadi italiane e che ora lo spinge a ben figurare anche in Coppa del Mondo. La seconda manche, in programma per le 12.30 sulla stessa Podkoren-3, dirà se il suo vantaggio basterà per tornare al successo o se dietro di lui si scatenerà la rimonta degli inseguitori.




