Kranjska Gora riapre la stagione, Goggia e le altre alla prova del gigante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Coppa del Mondo di sci alpino femminile, dopo la pausa di fine anno, riprende il suo corso nella classica cornice slovena di Kranjska Gora, località che apre il calendario del 2026 proprio mentre l’orizzonte olimpico di Milano Cortina inizia a delinearsi con maggiore concretezza. Sulla pista Podkoren, teatro di sfide tecniche e di scelte di materiale cruciali, è in programma per sabato 3 gennaio una gara di gigante speciale, con la prima manche in programma alle ore 10.00 e la replica alle 13.00. Mentre il circo maschile gode di un riposo più prolungato, rinviando il ritorno allo slalom notturno di Madonna di Campiglio di qualche giorno, sono dunque le atlete a tornare subito sotto i riflettori, in una prova che, sebbene non rappresenti la specialità regina per molte di loro, offre spunti interessanti per valutare lo stato della forma a pochi mesi dai Giochi.

La griglia di partenza e il ruolo delle favorite

Ad aprire le danze sul tracciato della “Podkoren-3” sarà la svizzera Camille Rast, detentrice del Titolo nella medesima località e dunque atleta da cui ci si aspetta, dati alla mano, una performance di livello. A seguirla nel lotto delle prime quindici, dove il cronometro segna intervalli di partenza più radi, si troveranno altre grandi nominate alla vittoria: la statunitense Mikaela Shiffrin, leader della classifica di specialità e in cerca dell’ottavo successo stagionale, partirà con il pettorale numero 8, mentre l’italiana Sofia Goggia, la cui presenza in gigante è sempre evento da monitorare con attenzione per la sua aggressività e il suo coraggio, scenderà in pista con il numero 11. La griglia, che assegna alla neozelandese Alice Robinson il pettorale 4, promette dunque una prima manche di alto spessore tecnico, la quale – è bene ricordarlo – sarà determinante per accedere alla fase decisiva del pomeriggio.

Il plotone azzurro, tra conferme e nuovi volti

Il team italiano schiererà al cancelletto un nutrito gruppo di nove atlete, segno di una crescita complessiva del movimento che punta a far breccia anche nelle discipline tecniche. Dopo Goggia, la cui partecipazione costituisce di per sé un elemento di interesse, a partire dal numero 20 ci sarà Lara Della Mea, a cui faranno seguito Asja Zenere, Alice Pazzaglia, Giorgia Collomb, Laura Steinmair, Ilaria Ghisalberti e Ambra Pomaré. A chiudere la squadra, in quella che rappresenta soltanto la sua seconda apparizione in Coppa del Mondo, sarà Anna Trocker, la quale – stando ai calcoli degli intervalli di partenza – dovrebbe affrontare la sua prima discesa intorno alle 11.11. Un meccanismo, quello della partenza a orari fissi, che prevede pause programmate dopo i primi quindici, ventidue e trenta numeri, e che accorcia progressivamente i tempi tra un’atleta e l’altra man mano che si procede con la classifica.

L’importanza del contesto pre-olimpico

La gara si inserisce in un momento particolarmente denso della stagione, dove ogni risultato viene analizzato non soltanto per il suo valore immediato in termini di punti Coppa del Mondo, ma anche come tassello di un mosaico più ampio che porta dritto alle Olimpiadi invernali del 2026. L’impegno delle atlete, del resto, appare più serrato in questo scorcio di gennaio, offrendo agli addetti ai lavori numerosi elementi di valutazione sulla condizione fisica e sulla capacità di adattamento a tracciati differenti. Kranjska Gora, con le sue peculiarità, offre quindi un banco di prova significativo, sul quale misurare non solo il talento puro delle campionesse affermate, ma anche i progressi di quelle atlete che, come molte delle italiane al via, cercano un posto sempre più stabile nel circo bianco di massimo livello.

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