Val di Fassa, prima prova di discesa: Stuhec la più veloce nonostante un errore, Goggia si gestisce
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Redazione Sport
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Si è conclusa da poco sulla pista “La VolatA” del Passo San Pellegrino la prima prova cronometrata in vista del fine settimana di Coppa del Mondo che vedrà protagoniste le specialiste della velocità. Un test, questo andato in scena sotto un cielo che regalava colori intensi alle Dolomiti, che serve principalmente a prendere confidenza con il tracciato e con la preparazione della neve, ma che ha comunque offerto qualche spunto interessante, sebbene vada interpretato con la cautela del caso. La slovena Ilka Stuhec, con un crono di 1 minuto, 22 secondi e 92 centesimi, ha fermato le lancette sul miglior tempo, anche se la sua prestazione è stata caratterizzata dall’aver saltato una porta, circostanza che in una prova cronometrata non invalida il risultato ma che, chiaramente, rende relativo il dato. Alle sue spalle, staccata di appena diciassette centesimi, si è piazzata la francese Romane Miradoli, mentre la statunitense Breezy Johnson, forte del Titolo olimpico vinto di recente, ha chiuso con un ritardo di trentaquattro centesimi, dimostrando una condizione già più che discreta su una pista che, peraltro, presenta delle novità nel suo sviluppo altimetrico.
Tra le file della squadra azzurra, il riscontro più confortante è arrivato dalle due atlete che hanno concluso la loro discesa nelle immediate vicinanze delle prime posizioni. Nadia Delago, con un distacco di settanta centesimi, è risultata essere la migliore delle italiane piazzandosi al quinto posto, mentre Laura Pirovano, a ottantaquattro centesimi, ha chiuso con il sesto tempo assoluto. Un inizio, il loro, che lascia ben sperare in vista delle due discese libere in programma venerdì e sabato, considerato che la pista sembra esaltare le caratteristiche di sciatrici pulite e incisive come loro. Più staccate, invece, le altre componenti del team, con Elena Curtoni quindicesima a un secondo e otto centesimi e Nicol Delago che segue a un secondo e quattordici. La vera notizia, però, è un'altra e riguarda Sofia Goggia.
Goggia amministra le energie in vista degli appuntamenti che contano
La fuoriclasse bergamasca, che su questa neve ha costruito gran parte della sua preparazione olimpica e che qui torna per giocarsi le sue carte nella volata finale per le coppe di specialità, ha chiuso con il diciannovesimo tempo, pagando un ritardo di un secondo e quaranta centesimi. Una prestazione che, letta in controluce, non deve trarre in inganno chi osserva. Goggia, in questa fase, sta evidentemente dosando le forze e testando la pista senza forzare i ritmi, concentrandosi piuttosto sulla ricerca della giusta sensazione con i cambi di pendio e con le nuove modifiche apportate al tracciato dopo l'exploit olimpico di Federica Brignone, che proprio qui aveva trionfato prima di decidere di chiudere anzitempo la sua straordinaria stagione. Non c'è, insomma, alcun motivo di allarme, ma semmai la conferma di un approccio metodico che lascia intravedere un crescendo proprio nei momenti decisivi.
Prestazioni altalenanti per le altre azzurre e il recupero di Stuhec
Più indietro, completando il quadro delle italiane in gara, troviamo Roberta Melesi a un secondo e cinquantuno, mentre Sara Thaler, Sara Allemand e Ilaria Ghisalberti stanno ancora prendendo le misure con un livello agonistico così elevato, come testimoniano i distacchi più ampi. Da registrare, inoltre, il fatto che la stessa Stuhec, nonostante l'errore che l'ha portata fuori dal tracciato in un passaggio intermedio, abbia dimostrato di avere una gamba notevole, lanciando un segnale importante alle rivali dopo un periodo non semplice della sua carriera. Domani è in programma un secondo allenamento ufficiale, che fornirà ulteriori indicazioni più concrete in vista della prima discesa di venerdì, l'unica che assegnerà punti preziosi per la classifica di disciplina. E sarà proprio lì, quando il cancelletto si aprirà per davvero, che si capirà quanto di questo primo giorno di prove sia già realtà e quanto fosse solo un timido antipasto.




