Setacciato ogni angolo del porto di Civitanova, ma il ventenne originario di Pollenza è introvabile
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Redazione Interno
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L’allarme, come spesso accade in questi casi, era stato lanciato dai familiari nella notte, ma è stato il ritrovamento della sua autovettura, parcheggiata nelle adiacenze dell’area portuale, a dirottare in maniera definitiva le attenzioni degli inquirenti sul lungomare. Le telecamere di sorveglianza installate nella zona, la cui visione è stata disposta immediatamente dalla Procura, avrebbero confermato un passaggio cruciale: il giovane viene inquadrato mentre varca l’ingresso della banchina, ma non ci sono immagini che lo ritraggano mentre ne esce. Un dettaglio, questo, che ha fatto precipitare gli eventi e che ha reso l’ipotesi di una caduta in acqua, al momento, la pista battuta con maggiore convinzione da chi sta coordinando le operazioni.
Sul posto, già dalle prime ore del pomeriggio di oggi, si è creata una fitta rete di coordinamento che vede impegnati gli uomini della Guardia costiera, i vigili del fuoco con i sommozzatori, gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri. Le ricerche, va detto, si stanno concentrando principalmente nello specchio acqueo antistante il porto, dove un gommone della Capitaneria sta battendo a tappeto la superficie, mentre a terra gli agenti stanno raccogliendo testimonianze tra i passanti e i pescatori, nella speranza che qualcuno abbia potuto notare movimenti sospetti nella notte tra venerdì e sabato.
La violenta lite in famiglia e la fuga nella notte
Ma la scomparsa, come spesso accade, è solo l’ultimo atto di una serata di ordinaria follia che si era consumata qualche ora prima, tra le mura domestiche. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ventenne sarebbe stato protagonista di un violento alterco con la madre. Una discussione, le cui cause sono ancora al vaglio di chi indaga, degenerata al punto che il ragazzo avrebbe picchiato la donna. A sentire le urla, pare fosse stata una vicina di casa a dare l’allarme, consentendo così ai soccorsi di raggiungere l'abitazione di Pollenza e prestare le prime cure alla donna, il cui marito e l’altro figlio, quella sera, erano fuori casa.
Un quadro che, di colpo, cambia radicalmente la prospettiva sulla vicenda: non più soltanto la tragica e casuale scomparsa di un ragazzo, ma una fuga che segue a ruota un gesto di violenza inaudita. Gli inquirenti, pur mantenendo il massimo riserbo, non escludono alcuna pista, sebbene la priorità assoluta resti quella di ritrovare il giovane, il cui stato d’animo, dopo quanto accaduto, è considerato estremamente fragile.
Perlustrazioni serrate e attesa spasmodica
L’intera area portuale, nel tardo pomeriggio, è stata di fatto blindata per consentire ai soccorritori di lavorare senza intoppi. I riflettori, in questo momento, sono puntati sul mare: il forte vento che sta interessando la costa nelle ultime ore non facilita certo le operazioni, e il timore è che il ragazzo possa essere scivolato in acqua senza che nessuno se ne accorgesse, magari in un punto poco illuminato della scogliera. Le moto d’onda dei vigili del fuoco solcano le acque senza sosta, mentre un elicottero, qualora le condizioni meteorologiche lo dovessero permettere, potrebbe unirsi alle ricerche nelle prossime ore per ampliare il raggio visivo sul lungomare.
Parallelamente, gli agenti della squadra mobile stanno ascoltando amici e conoscenti del ventenne, cercando di ricostruire gli ultimi istanti prima che si consumasse la tragedia familiare. L'ipotesi del gesto estremo, al momento, non può essere scartata, ma non si tralascia nemmeno quella di una allontanamento volontario dettato dallo stato di panico e di paura per le conseguenze penali di ciò che aveva appena fatto. Una consapevolezza, quella di aver oltrepassato il limite, che potrebbe averlo spinto a cercare rifugio altrove, lontano da casa, magari facendo perdere volontariamente le proprie tracce, anche se la posizione dell'auto e le immagini delle telecamere rendono questa seconda ipotesi meno probabile della prima.




