Civitanova, pomeriggio di ricerche in mare per il ventenne che ha aggredito la madre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le operazioni dei sommozzatori dei vigili del fuoco, coordinate con la capitaneria di porto e i carabinieri, sono riprese dalle prime luci dell’alba nello specchio d’acqua antistante il molo sud del porto di Civitanova Marche, dove nella serata di venerdì 20 febbraio si sarebbero perse le tracce di Riccardo Merkuri, un ventenne di Pollenza accusato di avere brutalmente picchiato la madre, Albana Kastriot, una estetista di 53 anni di origini albanesi -3-5. L’uomo, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti che hanno acquisito e analizzato i filmati di sorveglianza dell’area portuale, si sarebbe lanciato in acqua dalla banchina in prossimità di un motopontone, per poi risalire e gettarsi una seconda volta poco più avanti, scomparendo definitivamente dalle riprese -3-5.

La dinamica dell’aggressione, avvenuta nell’abitazione familiare intorno alle 21 di venerdì, è al centro di un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Enrico Riccioni; il giovane, un operaio che secondo i primi accertamenti non aveva mai dato segni di squilibrio né era seguito dai servizi sociali, avrebbe colpito ripetutamente al volto la madre, provocandole la frattura della mascella e lesioni giudicate inizialmente gravissime, tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale a Macerata in stato di coma farmacologico -3-8. A dare l’allarme, dopo aver sentito delle urla provenire dall’abitazione, è stata una vicina di casa, che ha chiamato i soccorsi e contestualmente avvisato il padre del ragazzo, Mario Merkuri, un piccolo imprenditore edile che in quel momento si trovava fuori casa insieme all’altro figlio; fu proprio il padre, rientrato precipitosamente, a trovare la moglie esanime e sanguinante sul pavimento del bagno -2-9.

La fuga e il ritrovamento dell'auto al porto

Subito dopo il pestaggio, il ventenne, in uno stato confusionale che gli investigatori stanno cercando di ricostruire anche attraverso l’analisi del telefono cellulare lasciato nell’abitazione – un gesto, quello di dimenticare lo smartphone, che potrebbe indicare la volontà di non farsi rintracciare –, si è allontanato alla guida della sua Mercedes Classe A, facendo perdere le proprie tracce per diverse ore -3-8. Le ricerche, iniziate immediatamente dai carabinieri della stazione di Pollenza, si sono concentrate nel primo pomeriggio di sabato quando l’autovettura è stata individuata nel parcheggio di largo Donatori di sangue, all’ingresso del porto di Civitanova, un ritrovamento che ha fatto scattare le operazioni congiunte di vigilanza del fuoco, guardia costiera e forze dell’ordine -3-5.

Le immagini della videosorveglianza e le ipotesi

Le telecamere del Comune di Civitanova e quelle dell’autorità portuale hanno fornito elementi cruciali, mostrando il giovane mentre si dirigeva a piedi verso il molo sud e, successivamente, mentre compiva quei gesti estremi che fanno propendere per un tentativo volontario di farla finita, sebbene non venga esclusa del tutto l’ipotesi di una caduta accidentale dovuta allo stato di choc successivo alla violenza -1-4-6. Nel frattempo, la madre, la cui prognosi resta riservata, rimane sedata nel reparto di rianimazione, ma i medici, pur descrivendo il quadro clinico come serio, hanno escluso che la donna, che ha riportato un grave trauma facciale, versi in pericolo di vita immediato -1-8.

L'impiego di droni e sommozzatori nelle ricerche

I sub del nucleo sommozzatori giunti da Teramo, supportati dai droni del nucleo SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) che sorvolano l’area perlustrando anche la superficie da angolazioni impossibili per i mezzi navali, stanno battendo palmo a palmo il fondale del bacino portuale, un’operazione resa complessa dalla conformità del luogo e dalle correnti -2-7. I militari delle compagnie di Macerata e Civitanova, insieme alla polizia, continuano a presidiare la zona e a raccogliere eventuali testimonianze di chi avesse incrociato il ragazzo nelle ore successive alla fuga, mentre in paese, a Pollenza, dove la famiglia è conosciuta e integrata da decenni, la notizia ha gettato nello sconforto amici e conoscenti, molti dei quali si sono radunati in attesa di notizie -3-8.

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