Brignone si ferma per un problema alla gamba, a Soldeu Goggia e Pirovano guidano la spedizione azzurra nella discesa che riapre la Coppa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il circo bianco delle velociste, dopo l’apoteosi olimpica di Milano Cortina che ha regalato all’Italia due ori e un bronzo, si è rimesso in moto sulle nevi del Principato di Andorra, e lo ha fatto con una due giorni di prove cronometrate che hanno delineato i valori in pista per la discesa libera in programma venerdì mattina. Sofia Goggia, che sulla pista e oltre i cancelletti ha sempre qualcosa da dire, ha confermato di essere in piena corsa per la coppa di specialità, e le sue sensazioni, al netto di una condizione fisica che sembra solida, appaiono decisamente incoraggianti. “Ho fatto due prove solide”, ha raccontato la bergamasca al termine della seconda sessione di allenamento che l’ha vista chiudere con il terzo tempo assoluto, a margine di una riflessione più ampia sul calendario che attende le atlete: “Per la velocità siamo praticamente a metà stagione, con sei gare in dieci giorni dovremo gestire bene la situazione”. Una gestione che diventa cruciale in un finale di Coppa dove ogni centesimo può fare la differenza, e dove l’assenza di Lindsey Vonn, infortunatasi durante i Giochi, ha riaperto i giochi in classifica, con la tedesca Emma Aicher proiettata al comando virtuale della graduatoria di discesa.

Le indicazioni dalle prove e l’assenza di Brignone

Nell’ultima prova cronometrata, disputata giovedì 26 febbraio, il miglior tempo è stato siglato dall’austriaca Nina Ortlieb, che ha fermato le lancette in 1’32”26, precedendo la svizzera Corinne Suter di 76 centesimi e Sofia Goggia, autrice di un ottimo terzo tempo a 82 centesimi, confermando il ruolino di marcia già mostrato nella prima discesa di prova dove aveva chiuso alle spalle di Ester Ledecka e Nicol Delago. Laura Pirovano, un’altra delle atlete su cui l’Italia punta per questo rush finale, ha invece colto un tredicesimo tempo, con un distacco di 1”66, ma le sue dichiarazioni lasciano intendere una serenità di fondo che in questo sport vale quanto una sciata pulita: “Sensazioni positive dai Giochi”, ha spiegato la trentina, riferendosi alla sua prima esperienza olimpica, un’emozione che le ha trasmesso una rinnovata voglia di competere e di mettersi in gioco. Il morale, insomma, non manca, così come non manca la consapevolezza che la pista andorrana, nonostante faccia un po’ di caldo, presenti un manto nevoso “duro e bello da sciare”, per citare le parole della stessa Goggia, condizioni ideali per chi ama spingere e cercare il limite. un discorso a parte, e doveroso, merita la situazione di Federica Brignone, la due volte campionessa olimpica che ha deciso di non prendere parte alla seconda prova, una scelta ponderata e comunicata con la solita onestà intellettuale. La valdostana, che già mercoledì aveva girato con un crono lontano dalle migliori per prendere confidenza con il tracciato, ha preferito fermarsi per non sovraccaricare ulteriormente la gamba sinistra, quella che dieci mesi fa riportò una brutta frattura pluriframmentaria e che ancora oggi le causa problemi. “Ho parecchio dolore e sto facendo fatica ad appoggiarmi, oggi non mi avete visto in prova e valuterò giorno per giorno”, ha spiegato in conferenza, aggiungendo un concetto che mette i brividi per la sua lucidità: “Non deve essere una tortura, ma una cosa sana e per piacere, sicura: o mi appoggio bene o non ho intenzione di impiccarmi giù a 130 km/h all’ora”. Parole che pesano come macigni e che rendono l’idea di quanto sia complessa la convivenza con un infortunio che non accenna a dare tregua, nonostante i due ori colti a Cortina abbiano dimostrato una forza mentale fuori dal comune. Per questo motivo, venerdì nella startlist della discesa, il suo nome non comparirà, e la squadra italiana farà affidamento su Goggia, Nicol Delago e Pirovano, con la stessa Brignone che punterà invece ai superG del weekend, sperando in un recupero lampo che le permetta di tornare a esprimersi ai livelli che le competono.

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