Marocco-Haiti 2-2, il pari non basta ai nordafricani: il Brasile vince il girone C
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il Marocco deve fare i conti con un'amara verità: il 2-2 contro Haiti, maturato al termine di una partita ricca di emozioni e colpi di scena, non è sufficiente per scavalcare il Brasile in vetta al Gruppo C. I verdeoro, infatti, hanno contemporaneamente superato la Scozia, mantenendo il primato e complicando i piani della formazione africana, che dovrà così accontentarsi del secondo posto in vista della fase a eliminazione diretta del Mondiale 2026.
La partita, giocatasi ad Atlanta nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno, ha messo in mostra un primo tempo spettacolare, con quattro reti che hanno tenuto i 22 giocatori in campo e il pubblico con il fiato sospeso.
Le emozioni di un primo tempo frizzante
La sfida è stata un vero e proprio turbinio di emozioni sin dai primi minuti, con Haiti, già eliminata e con zero punti all'attivo, che ha giocato senza alcun tipo di pressione. Ad aprire le danze è stato Joseph, che con un elegante tacco ha beffato la difesa marocchina e portato in vantaggio la squadra guidata da Migné. Il Marocco, però, ha reagito prontamente e ha trovato il pareggio con un gol di Hakimi, ristabilendo la parità e riaccendendo le speranze dei nordafricani per il primo posto.
La gioia per il momentaneo pareggio, però, è durata poco: Isidor ha firmato un vero e proprio bolide che, andando a infrangersi contro l'incrocio dei pali, ha riportato avanti Haiti, tra lo stupore generale e la delusione dei sostenitori marocchini.
Saibari risponde e fissa il risultato
Proprio quando il primo tempo sembrava destinato a chiudersi con il vantaggio di Haiti, il Marocco ha trovato la forza di reagire. Al 45', Saibari, già tra i migliori in campo e uno dei giocatori più pericolosi della sua nazionale, ha pescato l'angolino giusto per il definitivo 2-2, un gol che ha chiuso un primo tempo frizzante, giocato a viso aperto e ricco di opportunità per entrambe le squadre.
La ripresa, nonostante le attese e le speranze di un forcing finale dei Leoni dell'Atlante per ribaltare il risultato e conquistare i tre punti, non ha regalato ulteriori emozioni. Nessuna delle due squadre è riuscita a trovare la via del gol, con il risultato che è rimasto inchiodato sul 2-2 fino al triplice fischio dell'olandese Danny Desmond Makkelie.
Il nodo della differenza reti e la contemporanea con Brasile-Scozia
L'arduo compito per il Marocco era già stato ampiamente delineato alla vigilia: vincere con un margine di almeno due reti per sperare di scavalcare il Brasile, oppure attendere un passo falso della squadra di Ancelotti nella contemporanea sfida contro la Scozia a Miami. Entrambe le condizioni non si sono verificate: il pareggio con Haiti ha di fatto vanificato ogni speranza di primato, visto che il Brasile, vincendo il proprio match, ha mantenuto invariato il vantaggio in classifica e nella differenza reti.
La partita, iniziata alle 18:00 locali (mezzanotte in Italia), ha visto le due formazioni scendere in campo con undici titolari ben definiti. Il Marocco ha schierato il suo portiere di fiducia Bounou, con Hakimi e Brahim Diaz a guidare le operazioni; per Haiti, invece, il tecnico Migné si è affidato a Placide tra i pali e all'esperienza di Bellegarde e Isidor in attacco.
Le formazioni ufficiali della sfida di Atlanta
Il Marocco, guidato dal commissario tecnico Ouahbi, ha scelto di affidarsi a una formazione con molti dei suoi uomini di maggiore esperienza. In campo, il modulo tattico ha visto Bounou tra i pali, una linea difensiva composta da Hakimi, Halhal Riad e Salah-Eddine, mentre a centrocampo sono stati schierati Amrabat, preferito a Bouaddi, e El Aynaoui. Il reparto offensivo, ricco di qualità, era formato da Brahim Diaz, El Kaabi, El Khannouss e Saibari, quest'ultimo autore del gol del pareggio e in grandissima forma in questo inizio di mondiale.
Dall'altra parte, la nazionale di Haiti si è presentata con un assetto speculativo, con Placide in porta, una difesa composta da Ade, Delcroix, Experience e Duverne; a centrocampo agivano Bellegarde e Jean Jacques, mentre il tridente offensivo era formato da Providence, Joseph e Isidor.




