La Roma stordita dal Plzen, Dybala accusa: "Siamo stati mosci"
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Redazione Sport
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Un duplice colpo, rapido e inaspettato, ha deciso la partita all'Olimpico, lasciando la Roma a contare i danni di una sconfitta che pesa come un macigno. Contro il Viktoria Plzen, formazione che sulla carta sembrava alla portata, i giallorossi hanno infatti subito due reti nel giro di soli due minuti, un lampo che ha di fatto spento le loro ambizioni ancora prima di aver cominciato a lottare. Nonostante la rete del momentaneo 2-1, siglata su calcio di rigore da Paulo Dybala, e un forcing prolungato soprattutto nel secondo tempo, la squadra non è riuscita a trovare il gol del pareggio, consegnando così ai cechi tre punti preziosi e a se stessa un pugno di amare riflessioni. La serata, amara e deludente, è stata efficacemente catturata dall'ironia tagliente della vignetta di Michele dall'Oman, che ha ritratto con pochi tratti l'amarezza di una piazza tradita nelle sue aspettative.
Il botta e risposta tra Dybala e Gasperini
A accendere ulteriormente i riflettori sulla prestazione negativa è stato il successivo, e per certi versi insolito, botta e risposta tra l'asso argentino e il proprio allenatore. Ai microfoni di Sky Sport, Dybala non ha infatti usato mezzi termini, lanciando un'affilata accusa verso lo spirito con cui la squadra si è approcciata all'incontro. "Se sottovaluti le partite in Europa, perdi", ha dichiarato l'attaccante, aggiungendo con una certa durezza che "entriamo male in campo" e che "se non siamo cattivi non vinceremo mai", individuando nella mancanza di aggressività e in un atteggiamento fin troppo "moscio" la radice del problema. Concetti, questi, che hanno trovato una parziale ma significativa smentita da parte del tecnico, il quale, pur ammettendo una certa lentezza nelle conclusioni, ha escluso categoricamente che la squadra avesse sottovalutato l'avversario di turno.
Il disappunto dell'Olimpico e i numeri di una crisi casalinga
Quella con il Viktoria Plzen rappresenta, a ben guardare, la quarta sconfitta interna in sole sei partite giocate allo stadio Olimpico, un dato che comincia a delineare un preoccupante trend negativo. Per la prima volta in questa stagione, il pubblico di casa ha espresso in modo plateale tutto il proprio disappunto, salutando l'arbitro finale con una bordata di fischi che suonano come un monito per la società e per la squadra. Sebbene la classifica, in un campionato ancora molto lungo, non mostri un distacco insanabile dalla vetta – i giallorossi sono a un solo punto dal Milan capolista –, il malumore è palpabile e la prestazione offerta contro i cechi non ha fatto che alimentarlo, sollevando interrogativi sulle reali condizioni del gruppo.
Un cantiere aperto nonostante la posizione in classifica
La sensazione che emerge, al di là delle dichiarazioni contrastanti, è che la Roma sia ancora un cantiere a cielo aperto, un work in progress che fatica a trovare una sua identità solida e soprattutto dei risultati costanti. La sconfitta ha messo in luce, ancora una volta, le falle di un reparto offensivo che stenta a esprimersi a livelli ottimali, creando meno occasioni da gol rispetto a quanto fatto in altre partite, come quella contro l'Inter. La discrepanza tra quanto dichiarato in settimana e quanto poi mostrato in campo, sottolineata dallo stesso Dybala, sembra essere il nodo cruciale da sciogliere, il vero ostacolo che separa le potenzialità della rosa dai risultati concreti che i tifosi si aspettano.




