Addio a Pietro Iotti, manager e presidente di Iren: si è spento a 60 anni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mondo dell’industria italiana, e in particolare quel tessuto produttivo che intreccia la Lombardia con l’Emilia, è stato scosso da una notizia improvvisa che lascia un vuoto, e non solo professionale. Pietro Iotti, amministratore delegato di Sabaf, azienda bresciana leader nella produzione di componenti per elettrodomestici, è morto all’età di 60 anni. La scomparsa, della quale non sono stati resi noti i dettagli, è stata comunicata dalla stessa società quotata, che con sede principale a Ospitaletto opera nella progettazione e nella distribuzione internazionale di rubinetti per il gas, termostati, bruciatori e cerniere, e lo faceva sotto la sua guida dal settembre del 2017.

La carriera di Iotti, una laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano conseguita negli anni Ottanta, era stata un crescendo di responsabilità in realtà di primissimo piano. Prima di approdare alla guida di Sabaf, dove lascia un’azienda che lui stesso aveva contribuito a indirizzare verso un percorso di solidità e sviluppo, il manager reggiano aveva ricoperto ruoli di vertice in altri distretti industriali. Fondamentale, in questo senso, il suo contributo in Interpump Group, dove era stato presidente e amministratore delegato, ma anche l’esperienza maturata nel settore del fitness e della meccanica di precisione. Tra i suoi incarichi più rilevanti a livello istituzionale, spicca la presidenza di Iren, la multiutility che opera prevalentemente in Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, incarico che aveva ricoperto fino al 2012, dimostrando una capacità di gestione che spaziava dai servizi pubblici all'industria manifatturiera più specializzata.

Un profilo che univa competenza tecnica e visione industriale

La figura di Iotti, per chi ha avuto modo di incrociarne il percorso, era quella di un manager atipico, capace di coniugare una solida preparazione tecnica con una spiccata visione strategica. Non era solo un amministratore, ma un ingegnere che conosceva profondamente i processi produttivi, e questa sua duplice anima gli permetteva di dialogare con i capi officina con la stessa autorevolezza con cui si rapportava ai consigli di amministrazione. Alla guida di Sabaf, Iotti aveva impresso un’accelerazione significativa al processo di internazionalizzazione del gruppo, portando l’azienda bresciana a consolidare la propria presenza sui mercati esteri, dal Nord America alla Turchia, e spingendo sull’innovazione di prodotto in un settore, quello dei componenti per la cottura, che richiede investimenti costanti in ricerca e sviluppo.

Il cordoglio dell’azienda e il ritratto di un uomo poliedrico

Il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e tutti i collaboratori di Sabaf lo hanno ricordato con parole che travalicano il semplice formalismo societario, definendolo una guida appassionata e professionale, la cui leadership illuminata era accompagnata da una rara sensibilità. Un ritratto, questo, che dipinge Iotti non solo come un numero uno, ma come un uomo in grado di lasciare un segno indelebile nelle persone e nelle organizzazioni che ha attraversato. Lascia la moglie Emanuela e la figlia Isabella, e con loro un’eredità professionale fatta di scelte coraggiose e di una visione che aveva garantito un futuro solido e prospero all’azienda che dirigeva. Al di là della scrivania e dei bilanci, chi lo conosceva ne sottolineava la forte ispirazione sociale, quella radice cristiana della famiglia che lo aveva sempre animato e che lo portava a mettere il proprio talento al servizio non solo della professione, ma anche della politica e dell’associazionismo, rendendolo una colonna portante del suo territorio d’origine.

Il futuro del gruppo dopo la scomparsa del leader

La scomparsa improvvisa di un amministratore delegato pone sempre interrogativi immediati sulla continuità gestionale. Sabaf, che opera in un settore altamente competitivo, si trova ora a dover fare i conti con l’assenza del suo timoniere. Per il momento, le deleghe e i poteri sono stati attribuiti in via provvisoria a Gianluca Beschi, attuale direttore finanziario e figura di lungo corso all'interno dell'azienda, come riportato da fonti vicine alla società. Una mossa che mira a garantire la necessaria stabilità operativa in un frangente delicato, in attesa che il consiglio di amministrazione valuti i passi successivi per la successione formale. La conduzione di Iotti, caratterizzata da una crescita costante del fatturato e da una strategia di espansione mirata, lascia un’eredità complessa da raccogliere, fatta di progetti avviati e di una visione industriale che dovrà trovare nuove guide per essere portata a compimento.

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