È morto all’improvviso Pietro Iotti, manager reggiano alla guida di Sabaf
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Redazione Economia
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La notizia, diffusa nella mattinata di oggi, mercoledì 18 febbraio, dalla stessa società quotata di Ospitaletto, ha gelato il mondo industriale bresciano e non solo: Pietro Iotti, sessant’anni, amministratore delegato della Sabaf dal 2017, è venuto a mancare nelle scorse ore, e la circostanza che la scomparsa sia avvenuta all’improvviso, come sottolineato in una nota ufficiale diffusa dall’azienda, rende il lutto ancora più inaspettato per chi lo aveva conosciuto e stimato durante una carriera che lo aveva visto protagonista in alcune delle realtà produttive più importanti del paese. Il consiglio di amministrazione della Sabaf, come previsto dallo statuto sociale e come già annunciato, verrà convocato d’urgenza per assumere le determinazioni del caso, anche se in queste ore, comprensibilmente, l’attenzione di chi lavora in via dei Carpini è tutta rivolta al cordoglio per la perdita del proprio dirigente.
Nato e cresciuto in terra reggiana, dopo aver frequentato il liceo scientifico Moro Iotti si era laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, un Titolo che gli aveva spalancato le porte di un percorso manageriale di tutto rispetto: nei primi anni duemila, infatti, aveva maturato esperienze in Fiat Iveco, dove era stato direttore operativo per l’unità assemblaggio veicoli, per poi passare a ruoli di crescente responsabilità in Smeg in qualità di direttore operativo generale, e quindi in Technogym, azienda per la quale aveva lavorato fino al 2013 ricoprendo incarichi nella divisione industriale ed equipment. Una carriera, la sua, che non si era limitata al solo settore privato, visto che tra il 2006 e il 2012 era stato chiamato a ricoprire la carica di presidente della multiutility Iren, un incarico di primo piano in una delle realtà pubbliche più complesse e strategiche del Nord Italia, e che in parallelo lo aveva visto anche impegnato, seppur brevemente, in politica come consigliere comunale a Reggio Emilia nelle liste de L’Asinello.
Il percorso professionale tra grandi gruppi e la guida di Sabaf
Dopo l’esperienza in Iren, Iotti aveva proseguito la sua ascesa professionale, assumendo nel 2013 la carica di presidente e amministratore delegato di Interpump Hydraulics, branca del gruppo Interpump, per poi approdare nel 2017 alla guida della Sabaf, azienda specializzata nella produzione di componenti per elettrodomestici, in particolare rubinetti e cerniere per forni e piani cottura, un’eccellenza del made in Italy quotata in Borsa che lui aveva contribuito a guidare in un periodo di mercato complesso. La nota con cui la società ha annunciato la scomparsa parla di un momento di grande tristezza, esprimendo le più sentite condoglianze alla famiglia da parte del presidente, del consiglio, del collegio sindacale e di tutti i dipendenti, un messaggio formale che lascia però trasparire lo sconcerto per una perdita così repentina, che priva l’azienda del suo primo manager e lascia un vuoto difficile da colmare in tempi brevi.
Oltre agli incarichi già citati, Iotti siedeva anche in consigli di amministrazione di altre realtà, segno di una competenza che spaziava dall’azionariato alla gestione operativa, come nel caso di Endeavour International Ltd, carica che ricopriva dal 2016, e di Petrae Srl, un impegno professionale che dimostra quanto fosse radicato e apprezzato in un tessuto imprenditoriale che richiede competenze trasversali e visione strategica. La sua scomparsa, avvenuta all’età di sessant’anni, lascia nello sgomento non solo chi gli era vicino per legami familiari e affettivi, ma anche quanti, nel corso degli anni, avevano incrociato il suo cammino in azienda, nei board o nelle tante riunioni operative cui prendeva parte, riconoscendogli quelle doti di equilibrio e preparazione che ne avevano contraddistinto l’intera carriera, da Reggio Emilia a Milano, passando per le esperienze internazionali accumulate in tanti anni di lavoro.




