È morto improvvisamente Pietro Iotti, amministratore delegato di Sabaf: aveva 60 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La notizia, diffusa nella giornata di mercoledì 18 febbraio dalla stessa azienda, ha scosso il mondo imprenditoriale bresciano e non solo: Pietro Iotti, amministratore delegato della Sabaf di Ospitaletto, è morto all’improvviso all’età di sessant’anni. Un lutto inaspettato, quello che ha colpito la società quotata specializzata nella produzione di componenti per elettrodomestici, che ha immediatamente convocato un consiglio di amministrazione d’urgenza per gestire la fase successiva alla scomparsa del manager, il quale guidava l’impresa dal lontano 2017.
Reggiano di nascita, Iotti aveva costruito la sua solida carriera partendo da basi tecniche importanti: dopo il diploma conseguito al liceo scientifico Moro, si era laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. Un percorso di studi che gli aprì le porte di colossi industriali, dove ricoprì via via incarichi di crescente responsabilità; tra questi, un’esperienza come direttore operativo nell’unità assemblaggio veicoli di Iveco Fiat, per poi approdare in Smeg in qualità di direttore operativo. Della sua lunga carriera, scandita da ruoli manageriali di primo piano, fanno parte anche i periodi in Interpump e in Technogym, azienda, quest’ultima, in cui fu direttore della divisione industriale ed equipment.
Dalla presidenza di Iren all’approdo in Sabaf
La sua figura, però, non era legata soltanto alle imprese private: dal 2006 al 2012, Pietro Iotti era stato presidente della multiutility Iren, un incarico di grande rilievo nel panorama delle utilities italiane che lo aveva visto alla guida della società partecipata da diversi comuni. Parallelamente, aveva avuto anche un’esperienza nell’amministrazione locale, sedendo tra i banchi del consiglio comunale di Reggio Emilia nelle liste de L’Asinello. Una varietà di esperienze, le sue, che spaziavano dalla grande industria alla politica, dimostrando una versatilità non comune e una profonda conoscenza dei meccanismi aziendali e territoriali.
L’approdo in Sabaf, avvenuto nel settembre del 2017, era stato il coronamento di un percorso professionale che lo aveva visto ricoprire anche ruoli di vertice in altre realtà, come la presidenza e il ruolo di amministratore delegato per l’idraulica di Interpump Group. La sua nomina, all’epoca, fu accolta con favore dal fondatore e presidente Giuseppe Saleri, che ne sottolineò la professionalità e la capacità di contribuire al raggiungimento di nuovi obiettivi per il gruppo. Le sue competenze ingegneristiche, unite a una visione strategica maturata in contesti internazionali, ne facevano un punto di riferimento per l’azienda bresciana.
Il cordoglio dell’azienda e la convocazione del cda
Alla notizia della sua improvvisa scomparsa, Sabaf ha voluto esprimere il proprio dolore attraverso una nota ufficiale. Il presidente, l’intero consiglio di amministrazione, il collegio sindacale, insieme a tutto il management e ai dipendenti, hanno manifestato le più sentite condoglianze, stringendosi attorno alla famiglia e ai suoi cari in un momento definito di “grande tristezza”. Un gesto doveroso, il loro, per ricordare un uomo che aveva dedicato gli ultimi anni della sua vita professionale alla crescita dell’azienda, portando la sua esperienza in un contesto produttivo complesso e competitivo come quello dei componenti per grandi elettrodomestici.
Ora, con la morte dell’amministratore delegato, si apre per Sabaf una fase di transizione. La società, come annunciato, ha già convocato il consiglio di amministrazione per le opportune valutazioni e per definire i primi passi da compiere, in attesa di comprendere più a fondo le dinamiche successive a questo evento luttuoso. L’intero settore industriale, intanto, si stringe nel ricordo di un manager stimato, il cui nome rimarrà legato alle importanti trasformazioni delle aziende che ha guidato.




