Operazione antidroga a Salerno, 39 arresti: coinvolta anche un'agente penitenziaria
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Redazione Interno
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Nelle prime ore dell'alba, mentre la provincia di Salerno si risvegliava, le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a un'ampia operazione antidroga, un'azione che, snodandosi tra Eboli e Battipaglia, ha portato all'arresto di 39 persone. L'ordinanza, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia locale, colpisce un'associazione a delinquere dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con accuse che vanno dalla detenzione alla cessione di cocaina, crack e hashish. Il provvedimento, che si inserisce in un'indagine di più ampio respiro, disegna i contorni di un'organizzazione ramificata, la cui attività era finalizzata a rifornire il mercato locale con modalità sistematiche e ripetute.
Le misure cautelari disposte dal gip
Il giudice per le indagini preliminari, valutando le gravi indiziazioni di colpevolezza e i concreti pericoli di inquinamento probatorio o di fuga, ha disposto misure differenziate per gli indagati: per diciotto di loro, infatti, è stata ordinata la custodia cautelare in carcere, una scelta che riflette la gravità delle posizioni individuali; agli altri ventuno, invece, sono stati applicati gli arresti domiciliari, segno di un diverso grado di coinvolgimento nell'ambito della presunta associazione criminale. La scelta del tribunale, che non lascia nulla al caso, mira a garantire il regolare corso delle indagini, impedendo a chi è sospettato di reiterare condotte illecite o di ostacolare l'accertamento dei fatti.
Il collegamento con il carcere di Ariano Irpino
Un aspetto di particolare rilievo, tra quelli emersi dall'inchiesta, riguarda il presunto coinvolgimento di una donna in servizio presso il penitenziario di Ariano Irpino, un elemento che suggerisce, se le accuse verranno confermate, un tentativo di infiltrazione dell'organizzazione all'interno di un istituto di detenzione. Le indagini, che hanno ricostruito una rotta che da Eboli conduceva ad Ariano, ipotizzano un flusso non solo di stupefacenti ma anche di telefoni cellulari, strumenti il cui ingresso clandestino in carcere rappresenta una violazione gravissima del regolamento e un potenziale mezzo per dirigere affari illeciti dall'interno. Questo specifico filone investigativo, portato avanti con attenzione, ha contribuito a delineare i metodi operativi del sodalizio, ritenuto in grado di gestire i traffici oltre le sbarre.
Il ruolo della Guardia di Finanza e della Dda
L'operazione, che ha visto un impiego massiccio di personale del comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, è il risultato di un'attività investigativa coordinata e minuziosa, la quale, partita dalla raccolta di elementi probatori sulle transazioni di droga, ha gradualmente svelato l'esistenza di una struttura organizzativa complessa. La Direzione Distrettuale Antimafia, la quale ha diretto le indagini e richiesto le misure cautelari, ha potuto contare su una mole di intercettazioni e su osservazioni che, nel loro insieme, hanno permesso di ricostruire i legami tra i vari indagati e di ascrivere a ciascuno specifici compiti all'interno della catena criminale. L'azione, che prosegue con ulteriori accertamenti, rappresenta un colpo significativo a un network dello spaccio che operava con apparente disinvoltura nel Salernitano e oltre.




