La Fenice in stato di agitazione: il sovrintendente difende Beatrice Venezi, l'orchestra protesta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una tempesta perfetta, formatasi da giorni, si è abbattuta sul Teatro La Fenice di Venezia. Il day after rivela una profonda frattura: invece delle note della grande musica, risuonano minacce di agitazione permanente. Dopo aver espresso il loro netto dissenso verso la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale, i novanta professori d’orchestra e l’intero corpo di lavoro, che conta oltre trecento unità, si sono riuniti in assemblea dichiarando lo stato di agitazione. La protesta minaccia scioperi e manifestazioni fin quando la decisione non verrà riconsiderata.
Il muro del sovrintendente a sostegno di Venezi
Di fronte a questa sollevazione, che definisce il rapporto di fiducia con il sovrintendente Nicola Colabianchi come "irrimediabilmente compromesso", l’unica voce in difesa della scelta è proprio la sua. Colabianchi, principale sostenitore della nomina insieme alla Fondazione del teatro, esprime un sostegno incondizionato a Beatrice Venezi. La ritiene non solo una professionista di talento, ma anche un elemento di rottura positivo: “È giovane e donna, caratteristiche che possono servire ad attrarre un pubblico nuovo”, ha affermato, vedendo in lei una figura capace di rappresentare il futuro per un’istituzione che deve rinnovarsi. Un concetto che trova un eco parziale nelle parole del presidente del Veneto Luca Zaia.
Le ragioni del malcontento dell'orchestra
Le ragioni della protesta degli orchestrali affondano in una percezione di deriva autoritaria che attribuirebbero alla futura direttrice. Pur evitando dettagli espliciti, i lavoratori esprimono una sfiducia che va oltre la semplice contestazione della nomina, paventando uno stile di gestione considerato poco conciliante con la tradizione collaborativa dell’orchestra. È una frattura che investe i metodi di lavoro e la visione stessa del fare musica insieme. Il profilo di Beatrice Venezi, artista con una carriera internazionale ma il cui riconoscimento all’estero è talvolta discusso, polarizza da tempo il mondo della classica italiana.
Uno scontro di visioni sul futuro del teatro
Quello in atto non è un semplice conflitto interno, ma uno scontro tra due visioni antitetiche del teatro lirico. Da un lato, la Fondazione e il sovrintendente puntano su discontinuità generazionale e appeal mediatico, identificati nella figura della direttrice. Dall’altro, il cuore artistico de La Fenice, la sua orchestra, rivendica il primato di una governance condivisa e di valori artistici che, a loro dire, rischiano di essere sopraffatti da logiche di immagine. Le parti sono trincerate e al momento non si intravvedono spiragli per una mediazione.




