Addio a Pasquale Pistorio, il visionario della microelettronica che sfidò i giganti globali
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Redazione Economia
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Si è spento all’età di 89 anni a Milano Pasquale Pistorio, la figura che, con tenacia e lungimiranza, ha plasmato le sorti dell’industria dei semiconduttori in Italia e in Europa. L’ingegnere originario di Agira, in provincia di Caltanissetta, lascia un’eredità industriale di portata internazionale, avendo guidato la trasformazione di quello che era un gruppo italiano in un colosso tecnologico capace di competere sulla scena globale. La sua scomparsa ha suscitato immediate reazioni nel mondo economico e istituzionale, a testimonianza di una statura che travalicava i confini aziendali.
La fusione che ha creato un colosso europeo
La carriera di Pistorio, culminata con gli incarichi di presidente e amministratore delegato, è segnata da un’operazione audace che ne definì lo spirito strategico. Sotto la sua guida, infatti, il gruppo Sgs avviò un percorso di integrazione con il campione francese Thomson Semiconducteurs, un processo che si concretizzò nel maggio del 1987. Da quell’accordo, considerato all’epoca una scommessa non priva di rischi, nacque la Sgs-Thomson Microelectronics, destinata a evolversi nella StMicroelectronics che conosciamo oggi. Egli seppe gestire la complessa fusione di culture industriali diverse, unendole in un progetto comune che puntava dritto all’eccellenza.
Il sogno della Silicon Valley siciliana
Quella che viene ricordata come una delle sue visioni più fulgide è l’idea di creare una “Silicon Valley siciliana”, un polo high-tech nel cuore del Mediterraneo che potesse trattenere i cervelli e attrarre investimenti. Sebbene il contesto internazionale, caratterizzato da una concorrenza agguerrita, non abbia sempre reso facile la realizzazione completa di questo sogno, l’impulso da lui dato ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto produttivo dell’isola. La sua capacità di guardare lontano, in un settore dove l’innovazione è l’unica moneta di scambio, gli è valso l’appellativo di “profeta dell’hi-tech”.
L'eredità di un architetto industriale
I messaggi di cordoglio giunti da più parti, incluso quello del ministro Urso che lo ha definito un “visionario”, sottolineano il vuoto lasciato da un uomo che è stato antesignano nel comprendere l’importanza strategica dei chip. La sua laurea al Politecnico di Torino fu solo il punto di partenza per una vita spesa a costruire, a innovare e a guidare con una passione che non è mai venuta meno. Pasquale Pistorio non è stato semplicemente un manager, ma un architetto industriale le cui fondamenta continuano a sorreggere un pezzo cruciale dell’elettronica continentale.




