Michele Misseri torna in libertà dopo sette anni di carcere
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Redazione Interno
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Michele Misseri, condannato per aver gettato in un pozzo il corpo della nipote Sarah Scazzi, è tornato a casa dopo aver scontato sette anni di carcere. L'uscita dal carcere di Borgo San Nicola, nella periferia di Lecce, è avvenuta all'alba dell'11 febbraio.
La condanna e la scarcerazione
Misseri è stato condannato a otto anni per soppressione di cadavere. Tuttavia, grazie alla buona condotta e a un risarcimento economico per le condizioni in carcere, ha potuto godere di uno sconto di pena. Nonostante la sua liberazione, Misseri ha ribadito in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa di essere il colpevole del delitto di Avetrana.
Il ritorno a casa
Dopo aver lasciato il carcere, Misseri è tornato a casa a bordo di una Jeep Renegade bianca, guidata dal suo avvocato, Luca Tanza. Ha evitato gli sguardi e non ha pronunciato una parola, chiudendo così la sua storia processuale.
Le parole di Misseri
Nonostante la sua liberazione, Misseri ha ribadito la sua colpevolezza. In un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, ha dichiarato: "Sono stato io. Ho detto il falso quando accusai mia figlia". Queste parole lasciano aperti molti interrogativi sulla verità del delitto di Avetrana e sul destino di due innocenti in carcere.




