Michele Misseri torna in libertà dopo sette anni di detenzione
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Redazione Interno
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Michele Misseri, condannato per il delitto di Avetrana, è tornato a casa dopo aver scontato una pena di sette anni nel carcere di Lecce. Misseri è stato condannato per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove.
La scarcerazione e il ritorno a casa
Il 70enne Misseri ha lasciato il carcere di Borgo San Nicola, nella periferia di Lecce, la mattina dell'11 febbraio. Ha attraversato velocemente il portone del carcere, evitando sguardi e senza dire una parola. Si è infilato nella Jeep Renegade bianca con i fari accesi guidata dal suo avvocato, Luca Tanza, e ha chiuso lo sportello mentre la macchina schizzava via.
Le parole di Misseri
Nonostante la sua liberazione, Misseri ha ribadito la sua colpevolezza in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. Ha affermato: "Sono stato io. Ho detto il falso quando accusai mia figlia". Queste parole rivelano un senso di rimorso e la volontà di assumersi la responsabilità per le sue azioni.
La condanna e la buona condotta
Misseri è stato condannato a otto anni di carcere, ma ha potuto godere di uno sconto di pena per buona condotta e di un risarcimento economico per le condizioni in carcere. Questo ha permesso al 70enne di tornare in libertà dopo aver scontato sette anni di detenzione.
Il delitto di Avetrana
Il delitto di Avetrana ha scosso l'Italia. Sarah Scazzi, la nipote di Misseri, è stata uccisa e il suo corpo gettato in un pozzo. Il caso ha coinvolto non solo Misseri, ma anche Cosima Serrano e Sabrina Misseri, rispettivamente moglie e figlia di Michele, entrambe condannate all'ergastolo.




