Tsunoda sostituisce Lawson in Red Bull: la sfida impossibile di stare al passo con Verstappen
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Redazione Sport
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Liam Lawson è soltanto l’ultimo di una lunga serie di piloti che, dal 2018 in poi, hanno tentato senza successo di competere alla pari con Max Verstappen. Con rare eccezioni, chiunque abbia condiviso il box con il campione olandese ha finito per esserne oscurato, e ora tocca a Yuki Tsunoda raccogliere la sfida più complicata della sua carriera. La Red Bull ha ufficializzato il cambio giovedì mattina, promuovendo il giapponese dalla VCARB e relegando Lawson nello stesso team di Faenza, dove aveva già corso nelle ultime sei gare della stagione precedente.
La mossa arriva dopo due weekend deludenti per il neozelandese, ritiratosi in Australia e finito ultimo sia nello Sprint che nella gara principale in Cina, senza mai avvicinarsi ai punti. Tsunoda, al contrario, ha mostrato progressi costanti, tanto da convincere i vertici del team che meritasse un’opportunità nella scuderia principale. Giancarlo Minardi, però, non nasconde le perplessità: "A Lawson serviva più tempo, soprattutto con una vettura così ricca di sensori. La scelta su Tsunoda sembra dettata più da logiche commerciali che sportive".
Verstappen, da parte sua, aveva già lasciato intendere che il problema non risiedesse nei piloti ma nella monoposto stessa. Dopo le difficoltà emerse a Shanghai, il tre volte campione del mondo ha spinto per un confronto tecnico a Milton Keynes, culminato mercoledì in un meeting per definire gli sviluppi della RB21. "Le differenze tra Tsunoda e Lawson in VCARB erano minime", aveva sottolineato l’olandese, quasi a sminuire l’importanza del cambio.




